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C'E' UN COREANO (DEL NORD) CHE SPIEGA A UN BIRMANO L'ESPERIENZA DI HYDOPOWER Uno Stato cosiddetto canaglia e uno ex canaglia si incontrano e si offrono servigi. Corea del Nord, foto: Christian Petersen-Clause E’ accaduto a Nay Pyi Daw , la fiammante capitale della Birmania/Myanmar , dove il 14 giugno scorso si sono incontrati U Aung Thu, ministro birmano dell’agricoltura, e il neo ambasciatore della Corea del Nord , Jong Ho-bom che sostituisce il precedente, in carica dal 2007, tornato a casa perché indicato in una lista nera degli Stati Uniti come il tramite per un traffico di tecnologia bellica e di armi tra Nord Corea e Myanmar quando era governata dalla giunta militare. I rapporti tra i due paesi erano ripresi negli Anni Novanta e, da parte dei birmani, l’interesse era stato principalmente per i sistemi d’arma. Il recente incontro ha visto invece il rappresentante nord coreano offrire un piano di assistenza per il miglioramento della coltivazione de...
MANO PESANTE il nostro futuro? Fa buio in Europa. L’ombra nera che si distende  sul continente appanna, forse acceca il nostro sguardo ormai saturo di orrore. L’assedio di Aleppo e le decine di migliaia di morti intrappolati, le quotidiane carneficine irachene, per non parlar di altre necropoli, sono fuori del nostro campo visivo e morale. Forse è inevitabile la nostra miopia, non siamo angeli. C’è perfino il rischio che sbirciando lontano si riesca a avvistare il nostro futuro, diononvoglia. Filippine , quasi 100 milioni di abitanti, da qualche mese ha un nuovo presidente Rodrigo Duterte , ex sindaco di una importante città, Davao. Potrebbe diventare il politico modello dell’avvenire del pianeta. Noto come il Castigatore , Duterte è anticlericale, in un paese a maggioranza cattolica e con una Chiesa molto potente, è decisamente schierato per i diritti LGBT, è un critico convinto degli Stati Uniti, in un paese ex fedelissimo, è disposto a trattare con gli insorti comunis...
IL SOLONE DEL LIBRO DI TORINO Letture di strada Il Salone del Libro va lontano, va a Milano. E’ una manna dal cielo, altro che una perdita. Fine del Saloon del Libro diventato la Grande Bruttezza. Dopo la retorica, il clientelismo a man bassa, i costi insensati, il numero dei visitatori allegramente gonfiati, le sfilate di assessori e star di varia provenienza, l’impiego massiccio di lavoro precario e sottopagato, gli arresti e gli avvisi di garanzia, il Salone era già culturalmente morto e stramorto. In un paese dove i dati della decrescita infelice della lettura   ISTAT  scendono a precipizio, e, se non ci fossero le lettrici [48,6%] il baratro sarebbe a palmo di naso [ lettori: 35,0%], forse varrebbe la pena di pensare la lettura come contagio, come infezione da trasmettere. Preso dall’entusiasmo, io, il Santone del Libro , ho ripescato un mio personale manifesto contro i Festival Culturali italiani [tra cui il Salone del Libro] che ho messo in ci...
SANDINO oggi è il 19 luglio [2016]. A Radio Tre  lo ricordano come il giorno in cui 37 anni fa a Managua, Nicaragua, la rivoluzione sandinista  sconfiggeva il dittatore Somoza.  Cominciava un'epoca di speranza e di sofferenza. Non facile da valutare sul piano storico.  Sono andato a riesumare un articolo su Augusto Cesar Sandino che avevo scritto per Il Manifesto  del 20 marzo 1988. Aveva suscitato allora  molte perplessità se non proprio ostilità tra gli italiani sandinisti a tutto tondo. Forse avevamo torto entrambi. C’è un paese in cui le donne si chiamano  Xiomara, Yesenia, Alna, Omara, Lilia, Ludinia, Zeneyda e città e vulcani Momotombo, Prinzapolka, Masachapa, Tipitapa, Wiwilì, Nindirì, El Chipote, El Chipoton, Chichigalpa, Huchuele. Un paese in cui l’allegria è un diritto che serve a giocare con la realtà per scrutarne i lati nascosti. Sto parlando del Nicaragua . Il mio paese la sa lunga in quanto a vegetali che cantano dic...
Birmania, detta anche Myanmar, è un paese di luce e di sorrisi. La sua è una storia di turpitudini e di felicità in cui stolti scalzacani vanno al potere e un’umanità inquieta alleva un futuro di arcobaleni. Uno scampolo di donna si mette di traverso, insegna la vita e raddrizza la storia. Adesso ad Aung San Suu Kyi tocca il compito più ingrato: governare.   Edizioni MIMESIS 2016

IL PRIMO GENOCIDIO

su   del 28 giugno 2016 ho pubblicato la rielaborazione di un testo scritto e pubblicato su Il Manifesto  nel 2004 in occasione del centenario del genocidio degli Herero [1904]. Nessuna reazione allora. L'idea di farne un libro non ha incontrato l'interesse di nessun editore. Il primo genocidio del Novecento , dichiara papa Francesco a proposito dello sterminio degli Armeni da parte del governo ottomano con la fattiva collaborazione di alcune comunità kurde. Mi tocca smentirlo. Se proprio si deve stabilire una primogenitura allora la triste medaglia spetta agli Herero , popolazione dell’Africa del sud, Namibia, sterminata dai colonizzatori tedeschi nel 1904, dieci anni prima degli armeni. O i genocidi perpetrati in ambito coloniale non danno punti, non entrano in classifica? La memoria del secolo breve e senza fondo è strapiena, non ci sta più niente. Soprattutto sembra non trovare posto il colonialismo. Sullo sterminio degli Herero [e dei Nama] tacciono manuali di ...

SYKES-PICOT

il 16 maggio 2016  ho pubblicato su IL MEDIO ORIENTE DI SYKES E PICOT CENT'ANNI DOPO Che cosa resta dei confini tracciati con le matite colorate? La sfida dell’Isis e la proposta di due bambini Claudio Canal da LIMES                                        Ci sono coppie che hanno fatto la storia: Romolo e Remo, Antonio e Cleopatra, Stanlio e Ollio, Cip e Ciop . Tra queste, Sykes e Picot . Ricorre il 16 maggio il centenario dell’Accordo che prende il loro nome. Sarebbe diverso il Medio Oriente se non ci fosse stato questo accordo? C’è chi lo sostiene. Ma chi erano i due? Consiglieri diplomatici dei loro governi, rispettivamente Gran Bretagna e Francia, avevano ricevuto l’incarico, con il benestare della Russia, di stabilire sulla carta le reciproche zone di influenza in Medio Oriente a guerra terminata. Anche se la guerra er...