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SGUARDI PENULTIMI

    claudio   canal SGUARDI PENULTIMI dialoghetti       Ho fatto scalo qui, da te. Presso il tuo sguardo amichevole e beffardo. Non c’è prosopopea che tenga. Non c’è scampo. E’ così implacabile e morbido che mi viene da raccontarti una ad una le mie magagne. Fino ai bordi della notte che è in me.   A cominciare da questo furto di identità che ho perpetrato, come sempre si dice, a fin di bene. Un po’ così mi guardava mia madre. A me, maschio recalcitrante. Diceva, in volgar lingua, mostrandomi la mano sagomata giusta, quat dii pi bas [ quattro dita più giù ]. Denudandomi quanto basta per il resto della vita.   Una selva di occhi che stanno sulla frontiera tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Ombre degli uni e degli altri. Ombre di ombre. Ontologicamente instabili, direbbero i filosofi d’università. Sguardi muti e significanti che abitano quei recinti che chiamiamo cimiteri dove...