Dietro quel gesto dei monaci che rovesciano le scodelle Richiesto dai miei studenti di italiano di Mandalay, ripubblico un articolo comparso su Il Manifesto del 5 settembre 2007, al tempo delle agitazioni per la democrazia in Birmania L'improvvisa irruzione sulla scena internazionale della Birmania/Myanmar ha portato al centro della nostra fantasia figure di monaci il comportamento dei quali esula dai nostri cliché, che non prevedono religiosi e per giunta monache sfilare per le strade sfidando le forze dell'ordine. Ma i «monaci» birmani, pongyi , così lontani dai nostri frati, non fanno voti di castità, povertà e obbedienza, meditano sul carattere effimero di tutte le cose, hanno facoltà di ritrarsi dalla loro decisione vocazionale, non vivono chiusi nei monasteri, ma escono ogni giorno per la questua, parlano e discutono abitualmente con la gente. Inoltre, è consuetudine che quasi tutti i maschi birmani, a partire dai sette anni, anche solo per poche settimane si fa...