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NEL MENTRE CHE...


                                                                           Majid Asgaripour 





NEL MENTRE CHE...



nel mentre che ...  

- il Grande Amico di EpsteinIl Presidente, apre un'altra guerra in Medio Oriente, sperando  che non si sfoglino attentamente i famosi files. Questa volta sì, si merita il Nobel per la Guerra e altre cose

- il Direttore Artistico di questa tragedia, Bibi (Mileikowsky), recita la parte del Salvatore della Patria, della sua patria, sperando che in autunno la Patria non lo porti a processo

- il sanguinario prete Ali Khamenei sta incontrando non le Urì dagli occhi neri, ma le persone che ha fatto uccidere nell'inferno che ha costruito in terra
- i codardi politici d'Europa neanche un fremito di disapprovazione.  
- Giorgia non è stata informata di niente dal suo Amico
- lo Zar di tutte le Russie è ancora impantanato nella stessa posizione di quattro anni fa. Nonostante i droni iraniani. 
- gli Hezbollah bombardano i dintorni di Haifa così l'esercito israeliano ha l'occasione di invadere e bombardare per l'ennesima volta il Libano. Chi è il bonaccione?
- al posto di Xi Jinping c'è chi coglierebbe l'occasione di prendersi Taiwan 
- al Pakistan stanno facendo la barba ai Talebani tramite bombardamenti. Dagli amici...
- Kim Jong Un sta costruendo un Museo del Ricordo delle Prodezze alle Operazioni Militari Oltremare (Russia) e continua a inviare container di munizioni
...
nel mentre che non sappiano come si evolvono le cose, forse neppure l'Amico e il Bibi lo sanno, provo a raccontarvi una microstoria


Un signore è arrivato negli Stati Uniti il 24 dicembre 2024, dalla Malesia dove è stato impiegato come muratore. Con impegno duro è riuscito a mettere da parte i soldi e, con la moglie e due dei suoi cinque figli, ad approdare negli USA. Proveniva dalla Birmania/Myanmar, in particolare dalla Stato Arakan (ora Rakhine), famoso perché dieci anni prima la minoranza musulmana Rohingya aveva patito le pene dell'inferno e 700.000 erano fuggiti nel vicino Bangladesh. E continua a patirli adesso.

                                                                                  Dipartimento di polizia di Buffalo

Nurul Amin Shah Alam ha 56 anni, ci vede poco, a malapena due parole di inglese e non usa telefonino né altri dispositivi elettronici. Abita a Buffalo, New York.
Era stato in custodia di polizia locale da circa un anno con accuse di aggressione palesemente "forzate". Dal video della polizia si vede che l'uomo tiene due bastoncini neri e chiede ripetutamente scusa. Il poliziotto usa il taser.
E' seguito dalla famiglia che gli procura anche un avvocato. Alla fine viene rilasciato su cauzione. 
E qui comincia il bello di questa storia triste.
Il 19 febbraio la polizia locale chiama il Border Protection -fino a poco fa addestrati dal nazi Greg Bovino- per accompagnalo a casa. Lo deposita davanti un bar chiuso alle 20,00, e la temperatura è sui 2°C, perché era entrato regolarmente come rifugiato e non poteva essere deportato legalmente.

La famiglia non è stata informata, pensa che sia trattenuto da forze federali. Il 22 l'avvocato  denuncia della scomparsa. 
Il 24 febbraio lo trovano morto a 10 km dal bar dove è stato depositato. Ovviamente non ha documenti e porta le pantofole che aveva in prigione.


Era tutto per me. Mi ha amato per tutta la vita. Era molto affettuoso e premuroso, ha detto Abdul Roshid la moglie ai giornalisti Non alzava mai la voce. Era un uomo molto calmo e composto, e si assumeva sempre la responsabilità dell'intera famiglia, indipendentemente dalla situazione

Chi se li ricorda i Rohingya? Quelli che non hanno trovato di meglio stanno nel campo profughi dell'isola di Cox in Bangladesh, il più grande al mondo, circa un milione di persone.      
                                                                                     Rukan Bappa 
per uno storico dei Rohingya:



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