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PATRIARCATO MEDITERRANEO

PATRIARCATO MEDITERRANEO

Felice Ficherelli detto Il Riposo 1605-1660

Nelle caserme è un gran vociare. Tutti a discutere, bassa truppa fino ai piani alti, sul neo-coniato Patriarcato Mediterraneo.  L’ha partorito il generalone paracadutista Roberto Vannacci, su suggerimento, chissà, della moglie Camelia Mihailescu, o addirittura, per i più smaliziati, di Steve Bannon. Il generalone l’ha messo nel suo manifesto per le futuristiche elezioni.

Ma non aveva messo in conto che non tutte le caserme sono uguali. Ho notizia certa che gli Incursori di marina (Portovenere) intendono una cosa e i parà della Folgore un’altra. Anzi, mi dicono che i marò della San Marco ancora una terza, ma su questo non ho per ora certezze.    


Insomma, gli incursori hanno preso alla lettera il Patriarcato e discutono se il Patriarca di Venezia o il Patriarca di Gerusalemme, card. Pizzaballa, possano essere assimilati al Patriarcato Mediterraneo  o, dice un altro, azzardando che Kirill, il Patriarca di Mosca, possa essere della partita. Qui il generalone potrebbe essere d’aiuto con la sua esperienza moscovita.

Alla caserma Gamerla di Pisa, i parà della Folgore invece si sono buttati sull’aggettivo mediterraneo, che gli ricorda l’incubo del loro rancio, la dieta mediterranea, e su questo si danno battaglia. Chi vuole la caponata di melanzane, chi è un estremista del pepe di Cayenna e chi vorrebbe solo i capperi dissalati. Trascurando chi ha la fissa di chili di cous cous. Alla fine saranno i colonnelli Patriarchi ad assaggiare le cibarie e pronunciare il verdetto.


Hai un bell’essere un generalone, due scuole, forse tre, vengono fuori dalle caserme su un punto chiave del Manifesto Elettorale!

Camilla, la moglie, e Bannon, l’americano, hanno imposto a Robertuccio di correre ai ripari. E il nostro generaluccio dopo un po’ ce l'ha fatta. Ha scovato nel passato un articolo che sembra fatto apposta.  Non le caserme, ma il fior fiore dell’intellighenzia, addirittura sabauda, in una miscela di sentenze che trova il posto giusto nel Manifesto che sta tanto a cuore al nostro graduato.

 

La Stampa, del 27 giugno 2005, in prima pagina.                                Stupratori Erranti, di Guido Ceronetti, maestro di tutti gli influencer futuri.

 “In genere Io stupratore errante non premedita, ma arriva sicuramente caricato all’atto. Anche per i praticanti occasionali di questo sport esiste un doping. Andando in giro in modo stupidamente passivo, da un marciapiede all'altro, da un autobus all'altro (mai con biglietto, s'intende) un gruppo predatore che fa se non assorbire incessantemente emanazioni di corpi femminili giovanissimi sempre più scoperti? L'assorbimento è visivo, non olfattivo (quei corpi sono del tutto inodori), però basta e avanza. Va ricordato che prima di essere persone, ragazze, lavoratrici, amanti, le donne, elementarmente, sono corpï in cui l'ambigua Divinità per i suoi discutibili fini ha posto la più violenta e rovinosa fonte del desiderio maschile, e l'uomo più è brutale d'istinti, più è prossimo alla materia, meno è in grado di resistere ai demoni della libido.

Non importa che la povera stupratina a cui tocca la schifosa aggressione sia, nel caso specifico, vestita da entrare in San Pietro: la bestia predatrice ha avuto modo in cinque o sei ore di vagabondaggio urbano diurno, di riempirsi gli occhi di materia parallela. Nella pura materia le diseguaglianze, così forti nel psichico, si perdono.
E la materia parallela si compone invariabilmente di sedere esibito con tutte le cure possibili e di pancino in vetrina dal plesso solare alle soglie della zona veneranda dai molti nomi sacri. Quanto al seno, è considerato in Italia ormai oggetto estraneo alia sfera sessuale e soltanto per questo escluso dalla vetrina.
II resto però sufficit per accendere pruriti negli animali da preda, voglia di soddisfare immediatamente, approfittando di qualsiasi occasione. L'enorme quantità di immagini pubblicitarie in biancheria intima e bikini non creano libido stuprofila: sono noia inerte, sfruttamento monotono di corpi di modelle. Ma la carne viva col tortellino sventolato e la fessura chiapparia che ad ogni piegamento di schiena sboccia nello smog urbano per dieci o più centimetri è, direbbe il medico sportivo, sostanza dopante. II predatore vagante (non ha lavoro, non parla che coi suoi connazionali, è nutrito e piglia forze dalla Caritas) dopo giorni, settimane di trattamento d'occhi di questo genere, è cotto: l'aggressività della caverna, l'ululato notturno della foresta, il ratto delle Sabine (che fu un gigantesco stupro di gruppo, non esaltiamolo troppo) si sono risvegliati in lui - attacca come in sogno, non di rado la sua vittima non è lasciata neppure viva. E per chi viene da dove le donne hanno il veto e vivono ingabbiate, l'urto coi corpi in libertà che sformicolano per le vie, che si avvicinano nelle metropolitane, che si sfiorano coi gomiti nei bar, che addirittura a vent'anni si scoprono per la prima volta, sarà di tríplicata violenza.
II problema più difficile è il persuadere alle figlie, se c'è una famiglia in grado di fiutare il pericolo, di non accodarsi alle volgarità della moda vestendosi con più avvedutezza - per non far esplodere nei disoccupati mentali, negli ammanettati dalla materia, irresistibili smanie di perineo di rapina. Purtroppo siamo, qui, sempre meno primitivi... Nelle nostre giungle d'asfalto il bramire della giungla vera, lontana, astorica, non è più udito. L'attenzione si concentra sul semaforo, nessuno vede le tigri silenziose."

Sono mie le sottolineature in giallo.

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