DOLORE PALESTINESE
Difficile sentire il dolore degli altri. Il dolore è come una pioggia, che si disperde dapprima nella sua massa per poi penetrare lentamente nel terreno. Lo spirito non lo comprende tutto in una volta. Siamo ora entrati a far parte anche della vera, dell’unica comunità di questa guerra, nella sua segreta confraternità. Scriveva cosi, nel suo diario, il 14 gennaio 1945. Uno che era entrato nella guerra dalla parte sbagliata, ma non per questo aveva perso la capacità di raccontarla.
Prendiamo il dolore come pioggia che poco alla volta riempie la terra e chi ci sta sopra. Così, molto alla buona come faccio io.
PRIMO
Ci sono in Israele circa due milioni di israeliani palestinesi, il 21% della popolazione totale. Non proprio una minoranza trascurabile, anzi, la più grande. Cittadini di serie B, anche se hanno alcuni partiti nella Knesset-Parlamento. 
Veniamo ai fatti. La criminalità nella società araba ha superato le faide famigliari e le battaglie per il territorio. Si è infiltrata in ogni aspetto della vita pubblica. Si paga il pizzo per ogni attività economica. Funzionari pubblici passano la vita protetti. Molto spesso si paga con la vita. Noi italiani sappiamo come si chiama tutto questo. La conseguenza è la paura diventata uno stile di vita. E il prezzo è sempre crescente. Le proteste di qualche mese fa, adesso sono rientrate. Volevano una polizia più efficiente. Sanno che non otterranno niente. Si uccidono fra di loro, serpeggia tra i funzionari di polizia. D'altra parte il responsabile della Sicurezza Nazionale si chiama Itamar Ben-Gvir.
Nel 2025, 309 israeliani vittime di omicidio, 241 appartenevano alla minoranza araba. Metà di giugno 2026, 141 da inizio d'anno i palestinesi morti per omicidio. Non credo di aver visto un trafiletto sui media italiani. Neppure uno slogan gridato nelle numerose manifestazioni. Magari sono distratto.
Il dolore provocato dalla tua stessa collettività. Ti riconosci e la rifiuti.
DUE
Cisgiordania (West Bank): mi viene in mente che al Consiglio comunale di Milano discutono se interrompere il gemellaggio con Tel Aviv. Sarebbe come gemellarsi con Mosca e la sua operazione militare speciale. Si può invece gemellarsi con B'Tselem (e altre simili: Breaking the Silence, Gisha, Standing Together...) ed è risolto il problema di coscienza dei consiglieri, anime delicate. Stanno a Tel Aviv e sono ONG israeliane. Sanno molto bene chi è il capo della gang, per gli amici Bibi. B'Tselem ha organizzato un viaggio per giornalisti per conoscere le famiglie che in Cisgiordania hanno avuto un figlio ucciso dall'esercito o dai coloni (ne fa il rendiconto Michele Giorgio su Il Manifesto del 30 giugno scorso: 241 bambini ed adolescenti uccisi dal 7 ottobre 2013, progrom di Hamas, ad oggi). Perché è in corso la gazaficazione della Cisgiordania, cioè portarla al livello di distruzione e di perdita di vite umane simile a Gaza.
Non è una pignoleria ricordare, per chi se lo fosse dimenticato, che la Cisgiordania è più piccola della provincia di Torino, è divisa in tre zone, A palestinese-17% del territorio, B palestinese/israeliano-24%, C israeliano-59%. Su tutti domina l'esercito, che sia A o B o C, e i coloni, che sono 730.000 distribuiti in più di 140 insediamenti. Siamo in pieno colonialismo, come si fossimo in India o negli Stati Uniti qualche secolo fa. Molte terre vengono dichiarate proprietà dello Stato, attacchi alle fonti d'acqua, nuove strade per i coloni stessi, armi per i medesimi, forse 110/120.000 dal solito Itamar Ben-Gvir. Qui, in Cisgiordania, si comincia da quello che per noi è il fondo: si spara alle ambulanze, e poi si va avanti. Una agitazione dei coloni che sembrano scapestrati invece seguono una via ben definita e ben finanziata. E' chiara fin dagli anni Trenta del Novecento (Ben Gurion...). Sta dietro al sionismo politico e militare. Con le buone o con le cattive convincere i palestinesi ad andarsene. Quei pochi che rimarranno li addomesticheremo noi. Si chiama ufficialmente transfer questa strategia, detta anche, modernamente, Pulizia Etnica. In Gaza è attuata quasi completamente, le rifiniture sono ancora da decidere. In Cisgiordania grazie ai coloni e all'esercito è in fase di realizzazione al galoppo. Novità: le Banche Israeliane, la Israel Discount Bank e la Bank Hapoalim, che mantengono i contatti con gli istituti di credito palestinesi per consentirgli di acquistare beni all'estero e vendere i propri, pagare gli stipendi, carburante, acqua, elettricità ecc. hanno deciso di bloccare i servizi di corrispondenza bancaria. Il tutto in moneta israeliana shekel. Come la chiama i ministro
Un dolore genetico attraversa le generazioni. I medici direbbero che è epigenetico.
TRE

Ernst Jünger, Irradiazioni. Diario 1941-1945, trad. Henry Furst, Mursia, 2025, !4 gennaio 1945 UNO Sam Hamad, Why did Israel block an anti-crime unit for Arab communities?, The New Arab, 6 luglio 2026 Jack Khoury, For Arabs, the Ballot Box Is the Last Resort to Tackle Israel's Crime Epidemic, Haaretz, 29 giugno 2026 Majd Kayyal , Israel. Organised crime is poisoning Palestinian society from within, OrientXXI, 29 giugnio 2026 Mohammed Abu-Nimer, Violence and Organized Crime Among Palestinians in Israel: Searching for a Savior, Religion, 16, 2025 DUE
B'Tselem, Unshielded Childhood, giugno 2026 Michele Giorgio, Ayman, 12 anni palestinese, Il Manifesto, 39 giugno 2016 Mediterranea, Masafer Yatta, un laboratorio di pulizia etnica L’osservatorio internazionale di Mediterranea with Palestine Rapporto annuale 2025 Undoyin History, Haaretz 2026
The New York Times, 22 luglio 2025 TRE
«Vogliamo vivere». Le proteste del 26 giugno a Gaza, Il Manifesto, 28 giugno 2026 Gaza contro ogni dominio. Jacobin Italia, 7 luglio 2026 Khalil al-Hayya

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