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martelletto (non martello)


MARTELLETTO (NON MARTELLO)

Un poliziotto aggredito da un gruppo di persone diventa subito un video virale grazie alla diffusione di Crosetto (il ministro) che l’ha carpito al giornalista legittimo proprietario. Testimone del fatto, Rita Rapisarda pubblica il resoconto su facebook: un poliziotto, rimasto isolato nel suo assalto, viene aggredito dalla "squadra speciale", forse di Askatasuna forse di altra formazione. Quella, per intenderci, arrivata alla fine del corteo per fare le cose serie. In “divisa” dark e pronta a scontrarsi con la polizia. In un clima di faida maschile.

Nel suo complesso mi pare una descrizione esatta ed onesta quella di Rapisarda, anche visto il referto medico del giorno dopo. Mi ha colpito però la precisazione che il poliziotto era stato percosso da “due colpi di martelletto (non martello)”. Il diminutivo si riferiva ai martelletti del pianoforte, per altro rivestiti di feltro, o a quelli dei bus per spaccare il vetro in caso di emergenza? Forse sbaglio, mi è sembrato un espediente linguistico per suggerire che la violenza della "squadra speciale" era più "decorosa " di quella della polizia. Non era un vero martello.

Nessun dubbio, la polizia sa infierire sui corpi senza pietà alcuna, martelletto o martello che sia. Ci sono video anche di sabato che lo confermano, oltre la storia. Ma ha senso mettersi a disquisire su chi ha più o meno pietà? Chi è più o meno spietato? E non interrogarci in quale nuovo mondo in cui siamo definitivamente immersi? Che sprizza empietà da tutti i pori. 

La destra istituzionale coglierà la palla al balzo, la destra popolare ha già detto la sua rigurgitando voglia di Pinochet sui social. La sinistra si lamenta che la destra colga la palla al balzo, come fosse la prima volta. Non solo in Italia, dappertutto nell’universo mondo.

Invece di chiedersi: la Manifestazione in forma di corteo non appartiene al Quaternario politico, e, se la fai, non puoi essere responsabile solo della parte presentabile ed estetica, ti toccano anche le brutture? 

Prima che si riveli a noi – ai francesi, spagnoli, tedeschi, inglesi, argentini…- il Trump de noantri -già lo vedo scaldarsi i muscoli- prepariamo luoghi di confronto, workshop per addestrarci all’emergenza, per allargare le reti di protezione, per fermare la deportazione degli immigrati in Albania o nei paesi di provenienza… 

Siamo ancora capaci?

Meno Manifestazioni e più Discussioni per i tempi bui che si avvicinano.

Chiedo scusa a Rita Rapisarda per l’uso “strumentale” che ho fatto del suo pezzo. Il Manifesto è il mio quotidiano preferito. Ho collaborato per più di 35 anni


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