Precoloniale e Postcoloniale
Lo Stato Sokoto recentemente è stato bombardato dall'amico di Epstein, il Presidente Trump, che è si è espresso così: Stasera su miei ordini in qualità di comandante in capo, gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco potente e mortale contro la feccia terrorista Isis nella Nigeria settentrionale…
In una notte tra il 25 e il 26 dicembre risolto con una manciata di missili il problema dell'ISIS.
Qosim Suleiman/Al Jazeera
Qui sopra Jabo, Sokoto, colpito da un missile. Un bluff presidenziale.
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Sokoto storico sovrapposto a gli attuali Stati |
Uthman dan Fodio, filosofo, riformatore islamico, capo sufi, poeta, che nel 1804 dà il via ad un jihad che rimpiazza i molti piccoli regni e le città-stato che caratterizzavano l’area Sokoto. Portando alla formazione di un Califfato con molti Emirati che, in qualche modo, governa venti milioni di persone. Operazione complessa la sua, che qui trascuriamo, ricordando invece la promozione dell'educazione delle donne. Che abbiano la stessa formazione degli uomini.
Già nel 1811, sconsolato per come vanno le cose tra i suoi collaboratori, Dan Fodio si ritira per tornare a studiare e predicare, muore nel 1817, 14 anni prima di Hegel, il quale diceva, e noi con lui più o meno cementificati:
Come abbiamo già detto, il negro incarna l’uomo allo stato di natura in tutta la sua selvatichezza e sfrenatezza…Non è un continente storico, un continente che abbia da esibire un movimento e uno sviluppo…Per Africa in senso vero e proprio intendiamo quel mondo privo di storia, chiuso, che è ancora del tutto prigioniero nello spirito naturale…dopo aver sgombrato il campo dal continente africano, ci troviamo nel vero teatro della storia mondiale.
Una delle numerose figlie di Dan Fodio. tutte impegnate a seguire gli studi e attive sul piano culturale, è Nana Asma’u (1793–1864). Non è un’ombra taciturna. Scrive 9 poemi in arabo, 42 in fulfulde (Fula dicono i linguisti), parlata oggi da 65 milioni persone, 26 in hausa, altra lingua dell’area, oggi usata da 47 milioni di parlanti. Organizza circoli educativi e letterari di donne che chiama Yan Taru [quelle che si riuniscono assieme, in hausa). Ritiene l’educazione delle donne fondamentale Donne, un avvertimento: non lasciate la casa senza buone ragioni. Si può uscire per cercare cibo o educazione. Nell’Islam è un dovere religioso cercare la conoscenza. Le donne possono liberamente lasciare la casa con questo scopo.
Le donne del gruppo poi si sparpagliano per formarne altre come educatrici itineranti (jajiis) e come seguaci del sufismo. Nina Asma’u esercita dunque un ruolo pubblico e avrà per questo una profonda influenza su altre donne, pensatrici e predicatrici dell'Africa musulmana.
Hegel dall’alto dello Spirito Assoluto annuncia urbi et orbi che il "negro" è senza storia, dunque Non-Umano. Figuriamoci la “negra”.
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| Museo della guerra delle donne - Ikot Abasi |
Coloniale e Postcoloniale
A inizio Novecento la presenza inglese in
Africa Occidentale si fa conclusiva: nel 1903 il potere
politico passa di mano anche nel Sokoto, che diventa “protettorato
britannico”.
A far saltare i nervi al governo coloniale britannico nella seconda metà
degli Anni Venti si sono impegnate molte donne, soprattutto
nel sud/est della Nigeria. Iniziative di protesta collettive contro una
tassazione mirata a loro stesse, che sfociano in un vero e proprio conflitto a
fine 1929. Non un riot, un tumulto, ma un movimento sociale e
politico con tracce di matriarcato precoloniale, di consolidate pratiche, mikiri,
di aggregazione tra donne, di rituali danzanti di sberleffo del maschio
– sitting on a man, di forte determinazione a migliorare la propria
condizione. Vi partecipano sei diverse nazionalità/etnie, non solo Igbo, come
recitano manuali ed enciclopedie. E’ una mascherata di donne con canti,
danze rituali e improvvisate. Inizia al mercato e poi si dirige ai palazzi del
potere. Quando non bastano le voci e le gambe, mani e braccia afferrano,
spaccano, colpiscono, come storia insegna. Trascrivono in gesti la loro
potenza. La autonomia delle donne aveva statuti che precedevano il
colonialismo europeo. Nonostante la feroce repressione e le
cinquantatré donne uccise, l’apparato coloniale di governo deve
riformarsi.
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Donne al mercato. !923-25. National Museum of African Art,
Smithsonian Institution
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Coloniale e Postcoloniale
A inizio Novecento la presenza inglese in Africa Occidentale si fa conclusiva: nel 1903 il potere politico passa di mano anche nel Sokoto, che diventa “protettorato britannico”.
A far saltare i nervi al governo coloniale britannico nella seconda metà degli Anni Venti si sono impegnate molte donne, soprattutto nel sud/est della Nigeria. Iniziative di protesta collettive contro una tassazione mirata a loro stesse, che sfociano in un vero e proprio conflitto a fine 1929. Non un riot, un tumulto, ma un movimento sociale e politico con tracce di matriarcato precoloniale, di consolidate pratiche, mikiri, di aggregazione tra donne, di rituali danzanti di sberleffo del maschio – sitting on a man, di forte determinazione a migliorare la propria condizione. Vi partecipano sei diverse nazionalità/etnie, non solo Igbo, come recitano manuali ed enciclopedie. E’ una mascherata di donne con canti, danze rituali e improvvisate. Inizia al mercato e poi si dirige ai palazzi del potere. Quando non bastano le voci e le gambe, mani e braccia afferrano, spaccano, colpiscono, come storia insegna. Trascrivono in gesti la loro potenza. La autonomia delle donne aveva statuti che precedevano il colonialismo europeo. Nonostante la feroce repressione e le cinquantatré donne uccise, l’apparato coloniale di governo deve riformarsi.
-Qualcuno ha scritto: ovunque vado, segretamente mi segue sempre Hegel. Anche chi non ne sa niente. Siamo tutti per forza hegeliani
- Sud Nigeria, donne di una generazione successiva ricantano e ridanzano
ancora contro una arbitraria tassazione imposta dal reuccio locale [Alake,
indirect rule, warrant Chief, governatore al servizio degli
inglesi]: è dalla vagina che vuoi uomini siete nati , usi
il tuo pene per sostenere che sei nostro marito/ noi oggi usiamo la vagina per
agire come tuo marito. Questa lingua sciolta dei loro canti è stata parlata
e pensata da una mobilitazione di donne durata anni e culminata nella rivolta
di Abeokuta nel 1949. Animatrice e organizzatrice Funmilayo
Ransome-Kuti, esemplare modello di femminista del Novecento e madre
di Fela Kuti, genio musicale, afrobeat, rivoluzionario, e, sostanzialmente, misogino. Funmilayo si troverà a dover tener testa sia ad un colonialismo sicuro di sé sia ad un postcolonialismo caotico e arrogante. Il 18 febbraio 1977, quando mille soldati irrompono nella residenza dell’eversivo Fela, la Kalakuta Republic a Lagos, la madre viene gettata dalla finestra del secondo piano. Muore l’anno dopo per le ferite riportate
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