nella caotica produzione libraria italiana succede che i primi siano evangelicamente gli ultimi. Adania Shibli, la scrittrice palestinese bannata a Francoforte, è stata tradotta e pubblicata nel 2003 da una coraggiosa casa editrice di Lecce, Argo, molto attenta all'area balcanica e non solo. Il romanzo si intitola "Sensi" ed è stato tradotto da Monica Ruocco, importante arabista. Nel 2014, medesima traduttrice, "Pallidi segni di quiete" racconti che si snodano nei territori occupati di Palestina.
Tra le biblioteche piemontesi si possono trovare solo a Biella, in Lombardia a Milano e Piacenza, Veneto e Liguria zero. Vuol dire qualcosa?
Adania Shibli aveva anche scritto A Lesson in the Nature of Revolution, World Literature Today, University of Oklahoma, Volume 86, Number 4, July-August 2012 [che posso inviare in formato pdf.] oltre a curare una fondamentale scelta di studi su Edward Said: A Journey of Ideas Across. In Dialog with Edward Said, 2014, Haus der Kulturen der Welt, Berlin [c.s. in pdf].
"Un dettaglio minore" pubblicato da La nave di Teseo nel 2021, tradotto sempre da Ruocco, adesso avrà un piccolo boom. Benissimo.
Se ci svegliassimo prima e non solo quando un/una palestinese è vittima di angherie. Un culto delle vittime che le blocca e le esaurisce in questa funzione.
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