
Albulena Haxhiu Nick Hækkerup
Un soffio e
Albulena e Nick si sono persi nei loro abbracci. E’ nato un amore e quando
sgorga così dirompente tra due personaggi pubblici di altissimo livello non
puoi non esserne travolto anche tu. Se poi il loro innamoramento è anche
intriso di sani principi: impegno di sviluppo nella trasformazione verde,
nei diritti umani e nella democrazia, non puoi che rendere grazie al
Padreterno di averti fatto vivere in questi tempi radiosi.
Dice
Nick, ministro della Giustizia in Danimarca, rivolto a 300 detenuti
stranieri: il vostro futuro non è in Danimarca e quindi non dovete essere
trattenuti qui da noi. Mi commuovo, aggiungo io, quando Nick spiega che saranno
mandati a sud, nell’amabile città di Gjilan in Kosovo, dove saranno ricevuti
nell’accogliente collegio per la permanenza e il rimpatrio. Brillano gli
occhi ad Albulena, animo sensibile e ministro della Giustizia in Kosovo, al
sentire queste parole, così pure a me. Ma a lei di più perché Nick,
carinissimo, garantisce il versamento di
15 milioni di euro annui per il funzionamento del convitto.
Noi
sappiamo, Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende darà presto altri frutti.
Si sussurra che la prossima love story tra ministri e ministre avvamperà
sull’accordo di trasferimento a sud di
persone, giovani e adulte, provate mentalmente e fisicamente [un tempo
qualificate come handicappate] a cui seguiranno birichini, scapestrati e
impertinenti. Poi fannulloni,
sfaccendati e inoccupati.
C’è
del sano in Danimarca. E non solo lì.
collegio, convitto [CARCERE] di Gjilan Kosovo
scambio di idee su FaceBook:
Nadela Bajrami
Beh, certo ! L’idea dì spostare i rifugiati politici in Rwanda, (

)magari era un po’ molto azzardata, ma spostare i detenuti in Kosovo.. perché no?
In Danimarca sono tutti d’accordo dalla dx a snx.
Tanto poi in Kosovo, si fanno investimenti seri .
Ad esempio ..
Ci possono essere case dì detenzione dì serie A e dì serie B.
E qui il valore del multilivello e multi servizio.
Poi gli indigeni detenuti, dovranno essere spostati in altre case.
E qui il valore della mobilità interna.
Può darsi che le altre case diventino anche sovraffollate. E vabbè ! Ci si abitua, non è nuova.
Ma abbiamo in cambio un altro valore, quella dì accoglienza e resilienza.
In più poi i detenuti albanesi sono nei carceri europei, mica in Kosovo.
È sempre UE che li mantiene, no?
That’s is.. from Denmark with love !
Ps: Nel frattempo, qualche espulsione dei richiedenti siriani da Danimarca .. si può anche fare.
Claudio Canal
Ciao Nadela, so che in Danimarca destra e sinistra sono d'accordo su questa misura per i detenuti stranieri. Proprio questo è il problema. Detenuti come merce delocalizzabile a piacere da chi ha soldi e potere per farlo. Può darsi che in un futuro non lontano il Kosovo spedisca i suoi detenuti stranieri che so?, a Cipro e l'Italia faccia accordi con Armenia o Georgia per mandare i suoi. Tanto costa meno che tenerli in casa. Così si sfoltiscono le celle e si agevola il lavoro della polizia penitenziaria [come dice il ministro danese]. E' una politica che ha una sua logica. C'è chi applaude e chi la ritiene perversa. Appellarsi ai diritti umani e alla democrazia, come fa il ministro, mi pare di pessimo gusto. Un abbraccio
Nadela Bajrami
Claudio Canal l’appello ai diritti umani e alla democrazia decade da quanto è la necessità ed è il bisogno a spingere.
E dopo tanti altri tentativi infelici x esternalizzare il problema fuori dal proprio paese.
Mi rammarica doppiamente perché si tratta del Kosovo, lo stato più giovane e peraltro il più chiuso d’Europa.
Con una popolazione che ha provato tanta sofferenza, dolore, ha passato guerre secolari sanguinari e feroci incisi nella storia dell’Europa.
Non può, e non deve approcciarsi alla politica europea in questo modo.
Non è il migliore.
È un giocare e flirtare in modo machiavelliano.
Unfair!
Un abbraccio anche a te!
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