L'ORRORE ACCECA
pubblicato su
del 31 agosto2015
La decapitazione del “custode” di Palmira Kalid
al-Assad ci ha inorriditi. L’orrore acceca e, soprattutto, passa in fretta, in
attesa del prossimo, ancora più raccapricciante e cupo. A quel punto non
sapremo più dove appendere le lacrime e saremo paralizzati da questo groviglio
di sentimenti che ci porterà, per legittima difesa, all’indifferenza. Non so se
ci sia cura contro l’assuefazione. Forse,
qualche domanda per capire e non solo rabbrividire.
Se non ci fosse
internet i tagliagole taglierebbero così tante gole? La società dello
spettacolo produce lo spettacolo non sta
solo a rappresentarlo, sosteneva Guy Debord. Raccapriccio e fascino della
potenza esibita [vedi lo studio su 46.000 followers dell’IS su Twitter: http://www.brookings.edu/~/media/research/files/papers/2015/03/isis-twitter-census-berger-morgan/isis_twitter_census_berger_morgan.pdf].
Ad ogni video di scannamento, i social vanno in
fibrillazione, l’audience si espande, i followers aumentano e aspiranti foreign fighters si incamminano
eccitati.
Lo Stato
Islamico saccheggia. Chi acquista i reperti? C’è un mercato redditizio a cui
accede l’IS [ http://www.fatf-gafi.org/media/fatf/documents/reports/Financing-of-the-terrorist-organisation-ISIL.pdf ] attraverso organizzazioni turche
che avviano i pezzi ai mercati occidentali e arabi. The Guardian del 3 luglio scorso intitolava così un suo ampio
servizio: “Saccheggiati in Siria e
venduti a Londra” [http://www.theguardian.com/world/2015/jul/03/antiquities-looted-by-isis-end-up-in-london-shops]. Molti esemplari staranno in sonno
per ricomparire fra qualche anno, ancora più preziosi e ambiti. La goduria dei raffinati
collezionisti è garantita per un bel po’.
Lo Stato Islamico distrugge. Lo fa secondo una
teologia molto chiara. Si devasta tutto quello che è shirk, idolatria, che si riferisca a realtà pre-islamiche,
politeiste, cristiane, ebraiche, o anche a realtà musulmane. Disposti a
distruggere anche la Kaaba della Mecca ha dichiarato al-Baghdadi tre mesi fa [http://worldnewsdailyreport.com/isis-leader-calls-for-destruction-of-kaaba-stone/]. La “pietra nera” fa parte di un
rituale pagano da cancellare, sostiene. Come se un gruppo radicale cristiano
volesse far saltare in aria il Vaticano perché non conforme al cristianesimo
delle origini. La salvezza e la redenzione vengono solo dalla purificazione che
è compito degli uomini puri. L’ho già sentita quest’idea. Al politeismo
contemporaneo con i suoi idoli, il mercato, il consumo, la turbotecnologia, il
capitale, il business, ci si può invece tranquillamente genuflettere, non è
haram, non è illecito.
Un’altra teologia è
molto attiva e sintetizza il millenario versante oscuro della mascolinità.
Detta papale papale, a quale maschio non dispiacerebbe avere a disposizioni
giovani corpi femminili? L’IS risponde alla bisogna e tra varie disquisizioni
coraniche, dice che sì, si può, se sono infedeli o apostate Se ne discute su Dabiq, il patinato rotocalco ufficiale
dell’IS dello scorso ottobre
[http://media.clarionproject.org/files/islamic-state/isis-isil-islamic-state-magazine-issue%2B9-they-plot-and-allah-plots-sex-slavery.pdf] e in un apposito manuale
catechistico costruito a domanda e risposta.
Pubblicato dal Memri –The Middle
East Media Research Institute [http://www.memrijttm.org/islamic-state-isis-releases-pamphlet-on-female-slaves.html#_edn1 in francese: http://www.memri.fr/2014/12/11/letat-islamique-publie-un-document-sur-les-femmes-esclaves/] ha suscitato scalpore in tutto il
mondo. Può darsi che sia autentico, ma io diffido dei documenti in rete che
hanno una sola fonte e il cui rimando, una pagina di Twitter in questo caso, risulta
inesistente.
Il New York Times lavorando anche sulle terribili testimonianze di donne yazide sfuggite ai miliziani dell’IS parla di teologia dello stupro [ http://www.nytimes.com/215/08/14/world/middleeast/isis-enshrines-a-theology-of-rape.html ]. Più che altro una burocrazia dello stupro che dà forma ad una pratica bellica maschile di successo. E’ halal, lecita.
Il New York Times lavorando anche sulle terribili testimonianze di donne yazide sfuggite ai miliziani dell’IS parla di teologia dello stupro [ http://www.nytimes.com/215/08/14/world/middleeast/isis-enshrines-a-theology-of-rape.html ]. Più che altro una burocrazia dello stupro che dà forma ad una pratica bellica maschile di successo. E’ halal, lecita.
Riferendosi ad altri dispotismi mentali e politici, la
grande filosofa Jeanne Hersch scriveva: Le
ideologie è come se si diffondessero fisicamente in una sorta di atmosfera che
si respira dal mattino alla sera e che, letteralmente, vi intossica in ogni
respiro. E’ un fenomeno quasi fisiologico.
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