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LICEO CLASSICO

 Si è tenuto il 14 novembre [2014] al teatro Carignano, a Torino, un "Processo al liceo classico", una cosa già vista  mille volte dal dopoguerra. Sfilano begli spiriti a parlare soprattutto di se stessi e dei loro ricordi scolastici. Il che è sempre commovente.
Mi baso sui resoconti di La Stampa e della Repubblica.
Pare che il classico sia stato assolto, con riserva. La Stampa parla di processo spettacolo, e questo non mi suona nuovo.
A costruire quest'evento, come si dice, sono stati il Ministero dell'Istruzione, Università, Ricerca, il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Torino, la Fondazione per la Scuola della Compagna di San Paolo [che avrà messo i soldini, mi auguro e forse potrebbe spenderli meglio] e l'editrice Il Mulino.
Attori principali: Umberto Eco, Andrea Ichino, economista, Luciano Canfora, grecista e storico, che mi ha molto deluso, e altre scintillanti intelligenze maschili. Non donne, che, come si sa, nella scuola italiana non hanno spazio. Alla fine avevano ragione tutti, chi difendeva gli studi umanistici, chi sosteneva che devono integrarsi con quelli scientifici e avanti così. Si è evocata la trincea della democrazia, l'Occidente, l'Accademia platonica, la Cultura e le Culture, gli algoritmi universali, il teorema di Pitagora e altri capisaldi. Spettacolo garantito.

Nell'anno scolastico 2013/14 si sono iscritti al liceo classico il 6,1% degli studenti italiani. Di questo stiamo parlando. Vogliamo togliere a quel sei per cento il latino e il greco? Io aggiungerei anche il sanscrito, se è vera la comune matrice indoeuropea. Allo scientifico si sono iscritti il 22,8%. Non si dovrebbe dedicare qualche bell'evento, continuiamo a chiamarlo così, anche a quel 71% che non rientra nel balletto classico/scientifico, specchio delle mie brame? Al 20,1 che si è iscritto al liceo linguistico, delle scienze umane, artistico, musicale, al 31,4 iscritto ai diversi indirizzi degli istituti tecnici, e al 18,6 dei professionali?  Per loro non ci sono i velluti rossi del teatro Carignano? 
A pensarci bene, forse è meglio così. Umberto Eco, Andrea Ichino, Luciano Canfora non saprebbero che dire non avendo rievocazioni da proporre.

Avrei io invece qualche domanda da suggerire:
i ragazzi e le ragazze che frequentano, che so, l'alberghiero, meccanica, costruzioni, amministrazione, agraria, moda, odontoiatria, ecc. hanno diritto di conoscere Omero, Euripide, Catullo, Michelangelo, Shakespeare, Verdi, Emily Dickinson, Stravinsky, Gődel, Charlie Chaplin, Amartya Sen...  oppure non ne sono degni? Nel caso fosse riconosciuto loro questo diritto, la scuola italiana può garantirglielo, ne è strutturalmente e culturalmente attrezzata?
Vorranno Ministero dell'Istruzione [ex Pubblica], Università, Ricerca, il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Torino, la Fondazione per la Scuola della Compagna di San Paolo e l'editrice Il Mulino allestire prossimamente un altro spettacolino su questi temi?


  


Aggiunta 2017:

L’INFORMAZIONE SULLA SCUOLA
UN GIOCO DA BAMBINI




Scuola: il 54,6% sceglie i licei, in aumento gli iscritti al Classico
–di Alessia Tripodi                      Il sole24ORE   7 febbraio 2017 





Iscrizioni. Al liceo classico perso in 4 anni il 10% degli iscritti, ma gli studenti sono i più bravi



Licei scelti dal 54,6% degli studenti
E il classico piace sempre di più




TEMPO DI ISCRIZIONI, LA NOTTE NERA DEL LICEO CLASSICO







Liceo classico, la mappa dell’emorragia: ecco dove sta scomparendo
28 ottobre 2016        si riferisce all’anno scolastico 2015/2016












Scuola: la rivincita del Liceo Classico. In aumento le iscrizioni
       
       7 febbraio 2017






Eccetera

L’aritmetica non va per la maggiore nelle scuole frequentate dai giornalisti.

Commenti

  1. Caro Claudio, mi conosci bene e da molti anni, e sai che non posso che essere pienamente d'accordo con te. Non solo la cultura dei grandi nel vari campi ma anche la produzione culturale personale mediante ricerche è un diritto primario di tutti.
    Francesco De Bartolomeis

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