ho pubblicato questo articolo su
supplemento culturale de Il Manifesto, 27 luglio 2014
Sta per cominciare in Italia l’epoca Fondane. Fra un po’, scommettiamo? sarà obbligo di stile citarlo. Niente di male,
se non diventerà un vizio. Non che
mancassero studi su di lui, ma di suo era disponibile in traduzione solamente Rimbaud la canaglia e
l’esperienza poetica, pubblicato da una ardimentosa casa editrice, Le Nubi,
Roma, 2007, e, l’anno scorso, Baudelaire
e l’esperienza dell’abisso, Aragno, 2013 [v. la bella recensione di Pieruigi Pellini su Alias del 4 maggio scorso]. Si preannunciano diverse traduzioni italiane
proposte, per ora, da piccole case editrici.
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fotomontaggio di Man Ray, 1928 |
Benjamin Fondane è morto ai primi di ottobre del 1944,
ad Auschwitz-Birkenau. Più correttamente, è stato ucciso con lo Zyklon B, il
gas. E’ tutto il dolore del mondo / Che è
venuto a sedersi al mio tavolo / - e potevo forse dirgli: No? Era nato nel
1898 in Romania, a Iași, città che straripava di ebrei e di cultura, capoluogo
della Moldavia Romena. Si chiamava originariamente Benjamin Wechsler, cambiato in Fundoianu
e, al trasferimento a 25 anni in Francia nel 1923, Fondane. Come quell’altro cambianome Pesach Antschel, poi Paul
Antschel, Paul Ancel, infine Paul
Celan, nato a Cernăuţi, città anch’essa strapiena di ebrei e di
cultura, capoluogo (allora) della
Bucovina Romena. Su di loro l’insuperabile libro di Norman Manea, Al di là della montagna – Paul Celan e Benjamin Fondane, dialoghi
postumi [ trad. di Marco Cugno, Il saggiatore, Milano, 2012].
vedi il post dedicato a questo libro:
http://claudiocanal.blogspot.it/2012/11/sul-fascicolo-di-novembre-2012-di.html
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Victor Brauner [1903-1966], Testa di Fondane, 1931 |
In
Francia Fondane farà lunghi viaggi nei campi della filosofia, dell’estetica, della
poesia, del cinema, generando diversi ed essenziali scritti. Mi piace sentire nelle orecchie lo
scricchiolio del silenzio, ma, per nostra fortuna, Mi
duole il silenzio cresciuto in me - /mi duole il buio che si diffonde, / come
una palude in cui dormono, accovacciati, / i bufali neri dell’ignoto. La
prevalenza della parola sul silenzio è il dono che Wechsel Fundoianu Fondane ci ha lasciato. Dal campo di Drancy, dove
era stato internato dalla Gestapo nel marzo del ’44, scrive alla moglie: Il
viaggiatore non ha finito di viaggiare, vedi come avevo ragione, io continuo.
Gli resterà il carro bestiame per Auschwitz, di cui aveva avuto premonizione
anni prima …voi non avete conosciuto
massacri all’alba, / i carri bestiame, / e il pianto amaro dell’umiliazione… e, su una rivista studentesca romena nel
1934, Dov’è la dignità dell’uomo? Domani,
nei campi di concentramento sarà troppo tardi per pentirsi: la lotta deve
iniziare quando c’è ancora tempo, prima della distruzione finale.
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Fondane e la sorella Lina |
a cura di Alice Gonzi, cui si devono alcuni studi su Fondane e il fascicolo monografico di Humanitas
a cura di Annafrancesca Naccarato autrice di diversi studi su i Cahiers Benjamin Fondane
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