articolo pubblicato su Il Manifesto di giovedì 23 agosto 2012
Una plurisecolare
macchina industriale
Pochi decenni fa evocare schiavitù, tratta o pirateria
avrebbe voluto dire guardare indietro, secoli indietro. Fenomeni da conoscere
sfogliando libri di storia. Oggi stanno nei titoli dei quotidiani e nei
reportages televisivi. Sembravano fenomeni incompatibili con i nostri tempi, invece te li trovi sotto casa nella forma di nuovi schiavi o di persone trafficate. Al Dramma della tratta degli esseri umani era dedicato il penultimo numero di Concilium, rivista di teologia, non di politica internazionale
o di sociologia. A riconoscere la
modernità dello schiavismo avevano una decina di anni fa cominciato a ragionare
e a darne documentazione Romano Alquati, Pino Arlacchi e Kevin Bales. 


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Carpaccio, Miracolo della reliquia della Croce a Rialto, circa 1496 |
Il discorso schiavistico non dà scampo alle nostre
disposizioni mentali. Non consente neutralità. Forse per questa ragione la
vulgata che ci riguarda recita che, dopo
quella del mondo antico, la schiavitù sia stata scacciata dall’Europa per
merito del Cristianesimo, salvo poi precipitare alle soglie dell’età moderna
nella barbarie africana e trarne vantaggio. Questa favola accomodante non regge
alla ricerca storica che riconosce nel commercio degli schiavi una costante dell’Europa medievale e moderna,
ad ogni latitudine e con la benedizione dell’ideologia religiosa fautrice
dell’idea che ci fossero popoli
“selvaggi” destinati per natura alla
schiavitù. E’ stato un traffico in bianco e nero: i mercanti veneziani e
genovesi sono stati molto aggressivi nella compravendita di schiavi slavi e affini
[cioè sclavi, schiavi come suggerisce
una etimologia non peregrina], per lo più donne destinate ad ogni tipo
immaginabile di prestazione domestica. Tra paesi islamici e cristianità
mediterranea è durata fino al Settecento la rincorsa a scambiarsi i ruoli di
predoni e prede. In Sicilia come a Bologna esisteva l’istituto della Redenzione dei Cattivi per il riscatto
dei cristiani catturati e il Registro
delle prede, che non ha bisogno di spiegazioni. I lavori pionieristici e
fondativi di Salvatore Bono hanno dato il via in Italia ad una scuola di studi
che ha azzerato le pretese di estraneità della penisola al traffico di bestiame
umano. Quasi niente è però transitato nella coscienza collettiva.
Responsabilità della scuola, della nostra generosa accondiscendenza verso noi
stessi? Memoria congestionata? Conoscere meglio le passate pratiche di
asservimento ci renderebbe meno autistici verso il variopinto paesaggio umano delle
nostre città e campagne. La tratta negriera prima di dirigersi verso le
Americhe si è agevolmente mossa tra Spagna e Italia, manovrata da broker di
alto livello come il fiorentino Bartolomeo Marchionni che da Lisbona dirigeva
lo smercio dei corpi, soprattutto femminili. Anche gli scolari delle elementari
si farebbero qualche domanda in più se qualcuno gli mettesse in video i
gondolieri africani delle tele di Carpaccio.
MICRO SCHEDA
Una bibliografia sterminata. I nomi da seguire
sono, tra gli altri, il nominato Ibrahima Thioub [ vedi l'intervista, in italiano su Passato e Presente, 2004, n. 64 Letture africane della schiavitù e della tratta atlantica ],
Salah Trabelsi [ vedi il suo libro di cui è curatore: Les esclavages en Méditerranée, 2012, Collection de la Casa de Velázquez ]
e António de Almeida Mendes [ vedi qui la sua bibliografia, .]
Salah Trabelsi [ vedi il suo libro di cui è curatore: Les esclavages en Méditerranée, 2012, Collection de la Casa de Velázquez ]
e António de Almeida Mendes [ vedi qui la sua bibliografia, .]
Per gli accenni svolti nel testo : Diego Fusaro, Karl Marx e la schiavitù salariata. Uno
studio sul lato cattivo della storia, Il Prato, Saonara [Padova], 2007, pp.
418, € 15,00.
Un’ottima sintesi della tratta atlantica [nonostante il titolo più onnicomprensivo] :
Lisa A. Lindsay, Il commercio degli
schiavi, Il Mulino, Bologna, 2011, pp. 186, € 13,70.
Fabio Viti, Schiavi,
servi e dipendenti. Antropologia delle forme di dipendenza personale in Africa, R.Cortina, Milano, 2007, pp. 298, €
24,00: dalle vecchie alle nuove schiavitù, e Schiavitù, lavoro e migrazioni in Africa Occidentale, Il Politico. Rivista italiana di scienze politiche, 2010, 3.
Fascicolo
monografico di Quaderni storici, n.
2, 2001: La schiavitù nel Mediterraneo,
a cura di Giovanna Fiume.
Di Salvatore
Bono, almeno: Un altro Mediterraneo. Una storia comune fra scontri e integrazioni,
Salerno ed., Roma, 2008, pp.356, € 21,00.
Disponibile in rete un interessante studio collettivo a cura di Pierangelo Castagneto: A sola riserva della perduta libertà. La schiavitù nel Mediterraneo nella seconda metà del Settecento, RiMe, Rivista dell'Istituto di Storia dell'Europa Mediterranea, 1- 2008
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