Quella che segue è una piccola storia che riguarda lo Shopping Village di Nichelino/Vinovo, per cui vedi il post del 18 dicembre scorso
E' interessante notare che gli articoli de La Stampa qui riprodotti siano antecedenti quello del 2 dicembre che cantava un inno allo Shopping Village. Va anche sottolineato che il sito creato dal sindaco di Nichelino, Giuseppe Catizone, [ http://www.outletnichelino.it/ ] esaurisca il 17 novembre la sua funzione di documentazione e scambio di osservazioni.
NON SI PLACA LA POLEMICA PER IL MAXI INTERVENTO SUI TERRENI DEL SUOCERO DI GARIGLIO
''L'outlet che piace al Pd uccidera' i piccoli negozi''
Nichelino, la Confesercenti boccia il progetto: ''Adesso intervenga Cota''
La Stampa, 29 ottobre 2010
La storia del contestatissimo OUTLET di NICHELINO che dovrebbe sorgere in un'area vicina alla tangenziale sud, si arricchisce di nuovi capitoli. In citta' dilaga la polemica. I commercianti della Confesercenti si sono improvvisati detective. Con mossa a sorpresa, hanno telefonato all'ufficio Commercio del Comune di Palmanova (Udine) per chiedere notizie sugli effetti che l'OUTLET - realizzato dalla stessa societa' che propone l'intervento di NICHELINO - ha avuto sul commercio di vicinato. «Sa cosa mi hanno risposto? Che da quando la struttura ha aperto - racconta Daniele Garbossa, responsabile della Confesercenti di zona - 15 negozi su 60 del concentrico hanno chiuso. Ovvero: il 25%. E c'e' stato anche un calo di affari del 30%». L'associazione di categoria ha mosso anche i big. Il presidente provinciale Tonino Carta e il dirigente di zona Mauro Carbutto esprimono un «no incondizionato a questo progetto». «Un no a prescindere - dice Carta - e non ha niente a che fare con le chiacchiere politiche». Carbutto segue a ruota: «numeri sono chiari. A NICHELINO e Moncalieri i negozi chiudono e la tendenza aumentera' con l'arrivo dei megastore. Non dimentichiamoci di Mondo Juve». Da qui l'appello al presidente Cota «affinche' intervenga per bloccare tutto». C'e' infine una proposta nuova. L'ha avanzata Alessio Ricci, il piu' giovane presidente del Pd d'Italia: «Credo che la citta' meriti di esprimersi su questo OUTLET. Ci dica la gente cosa e' meglio fare. Organizziamo insomma un referendum che coinvolga la citta' e non la escluda».
L'altroieri, dopo un vertice di maggioranza tenutosi in Comune, e' arrivata la prima decisione netta sulla vicenda: l'assessore all'urbanistica Franco Fattori, fedelissimo di Davide Gariglio consigliere regionale Pd il cui suocero detiene una quota maggioritaria dei terreni su cui dovrebbe sorgere la struttura, non si occupera' piu' delle trattative con la societa' Primavera che propone l'investimento. La pratica e' stata avocata dal sindaco Giuseppe Catizone. Sara' lui a incontrare in prima persona i vertici della ditta proponente e nessun altro «anche per evitare ulteriori strumentalizzazioni». Cio' e' avvenuto dopo che lo stesso Fattori «a dimostrazione di assoluta trasparenza sulla vicenda» si e' offerto di fare un passo indietro. Intanto il sindaco sta organizzando, insieme ad alcuni assessori, una viaggio esplorativo in uno degli OUTLET realizzati dalla societa' «Primavera» in Italia.
NICHELINO I RISULTATI DEL SONDAGGIO DEL COMUNE
L'outlet non piace piu' L'80% dei cittadini ha detto no al progetto
La Stampa, 29 novembre 2010
Il sindaco di NICHELINO, Giuseppe Catizone, cercava un'indicazione chiara dai suoi cittadini e l'ha avuta senza nemmeno dover faticare tanto. L'83% della popolazione nichelinese non vuole che sul proprio territorio si realizzi l'opera che tante polemiche ha sollevato nei giorni scorsi: l'OUTLET delle grandi firme. Il sondaggio istantaneo - e parziale - e' pubblicato sul sito www.OUTLETNICHELINO.com, dominio Internet voluto proprio dal primo cittadino «per dar corso ad un'operazione di trasparenza assoluta». Finora hanno votato in 673. La stragrande maggioranza ha dato pollice verso al maxi investimento proposto dalla societa' Primavera per una cifra complessiva che si aggira attorno agli 80 milioni di euro. I commercianti ridono sotto i baffi: «Ha visto? - dice Daniele Garbossa presidente della Confesercenti cittadina - avevamo ragione noi». Mauro Carbutto dirigente di zona della stessa associazione di categoria rincara la dose: «Era prevedibile che i risultati dicessero questo. Noi avevamo soltanto anticipato il vento che stava tirando. Abbiamo anche avvertito il sindaco che per andare avanti su questo progetto ci sara' bisogno di un parere favorevole di Regione e Provincia che difficilmente arrivera'». Per Catizone non e' detta pero' l'ultima parola: «I dati sono negativi? Ma il campione e' ancora basso. Presto partiremo con la campagna di affissioni di manifesti in tutta la citta' per spiegare ai cittadini dove si vota, come e su cosa. Prima di quel giorno sarebbe prematuro fare valutazioni». Intanto pero' il primo cittadino ha preso atto delle prime indicazioni. Nei giorni scorsi si sono tenute due riunioni coi partiti di maggioranza relativa. La promessa di Catizone e' stata chiara: «Sulla partita OUTLET ci muoviamo coi piedi di piombo. O ci sono davvero le firme della moda milanese o non se ne fa nulla. E poi - ha assicurato il sindaco ai consiglieri - tutto va valutato anche alla luce dell'investimento di Mondo Juve pronto a partire nei prossimi mesi. Doppioni non se ne fanno». Nelle prossime settimane si terranno incontri con Comuni in cui sono stati costruiti degli OUTLET, un viaggio esplorativo in una delle strutture gia' realizzate dalla societa' Primavera e' previsto a dicembre. Sul progetto pero' grava la mannaia anticipata dal presidente della Provincia Antonio Saitta, che ha evidenziato l'incompatibilita' tra la nuova struttura e il Ptcp (piano provinciale territoriale di coordinamento), strumento urbanistico che non prevede insediamenti di questa natura nella zona di NICHELINO.
A questo punto anche i più distratti avranno capito che il progetto Outlet è stato sostituito dal progetto MondoJuve - Shopping Village, di ben altra consistenza, come si è visto nel precedente post.
Il Comune di Nichelino lo dà per fatto, come si può vedere sul sito ufficiale
Sarà naturalmente un concentrato di meraviglie tecnologiche, ci decanta la società che lo sta progettando. Non avevamo dubbi:
"Dal punto di vista formale il progetto di Design International riprende le caratteristiche-chiave dell’architettura nordeuropea contemporanea: essenzialità e chiarezza compositiva, ricerca di interazione continua tra interni e paesaggio ed ampio impiego di materiali naturali. Tra le soluzioni sostenibili che verranno inserite nel complesso sono previsti: sistemi di recupero energia, di produzione di energia pulita e di controllo energia consumata. La presenza di pavimentazione drenante permetterà la raccolta delle acque piovane dai parcheggi, accumulata, insieme alle acque di prima pioggia, in apposite vasche e sfruttata per l’irrigazione e il sistema antincendio" Inserisco qui la lettera che Gino Scarsi, tra i promotori di
STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO
ha scritto ai sindaci di Nichelino e Vinovo:
Gentilissimo Sindaco,
sono un artigiano che lavora il ferro, e mi capita, anche se molto di rado di transitare per il suo territorio.
In questi quarant'anni i cambiamenti sono stati enormi, la pressione sul territorio toglie il fiato.
Mi tenevo per me il disappunto di partire dal Roero (anche qui territorio a rischio ma ancora vivibile)
per inoltrarmi nei paesaggi di "nessuno" della cintura Torinese.
Leggere che sorgerà sui vostri territori un nuovo centro commerciale di 340.000 metri mi riempie di angoscia.
Com'è posibile barattare gli ultimi scampoli di verde e di paesaggio rimasti con nuovo cemento e promesse di paradiso? Ma siamo veramente convinti che lo sviluppo passi attraverso il consumo dei pochi terreni fertili rimasti?
Voglio sperare che si valutino seriamente le implicanze che questo cambio d'uso del territorio comporta : la compressione degli spazi naturali vitali, l'aumento del riscaldamento globale , la distruzione di piccoli artigiani e commercianti e delle economie a dimensione paesana di cui i nostri territori andavano fieri.
Con la speranza che queste scelte definitive, per quel che riguarda i terreni rimasti liberi da costruzioni,
siano rapportate ai legittimi interessi dei nostri nipoti,
porgo cordiali saluti e auguri,
Gino Scarsi
(per dieci anni vicesindaco del paese di Canale)
Sul nostro assoluto bisogno di centri commerciali nuovi, ecco una conferma, da La Stampa del 2 gennaio 2011:
sono un artigiano che lavora il ferro, e mi capita, anche se molto di rado di transitare per il suo territorio.
In questi quarant'anni i cambiamenti sono stati enormi, la pressione sul territorio toglie il fiato.
Mi tenevo per me il disappunto di partire dal Roero (anche qui territorio a rischio ma ancora vivibile)
per inoltrarmi nei paesaggi di "nessuno" della cintura Torinese.
Leggere che sorgerà sui vostri territori un nuovo centro commerciale di 340.000 metri mi riempie di angoscia.
Com'è posibile barattare gli ultimi scampoli di verde e di paesaggio rimasti con nuovo cemento e promesse di paradiso? Ma siamo veramente convinti che lo sviluppo passi attraverso il consumo dei pochi terreni fertili rimasti?
Voglio sperare che si valutino seriamente le implicanze che questo cambio d'uso del territorio comporta : la compressione degli spazi naturali vitali, l'aumento del riscaldamento globale , la distruzione di piccoli artigiani e commercianti e delle economie a dimensione paesana di cui i nostri territori andavano fieri.
Con la speranza che queste scelte definitive, per quel che riguarda i terreni rimasti liberi da costruzioni,
siano rapportate ai legittimi interessi dei nostri nipoti,
porgo cordiali saluti e auguri,
Gino Scarsi
(per dieci anni vicesindaco del paese di Canale)
Sul nostro assoluto bisogno di centri commerciali nuovi, ecco una conferma, da La Stampa del 2 gennaio 2011:
Certo che in questi ultimi tempi in cui avvengono enormi disastri ambientali come le alluvioni che provocano allagamenti, frane, smottamenti e chi ne ha più metta lascia allibiti che si continui a coprire mq e mq di superfice verde per costruire, ulteriori centri commerciali o ampliare quelli già esistenti nelle loro quasi immediate vicinanze creando spesso dei doppioni degli stessi a scapito dell'ambiente e delle attività commerciali minori, in particolare quando queste autorizzazioni vengono concesse da Amministrazioni di sinistra. Questi fatti confermano che predicare bene e razzolare male vale anche per loro: ma c'è ancora qualche "forza" politica che si comporti coerentemente e che offra la possibilità di credere e fidarsi ancora di qualchuno?
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