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Concerto per coro ludico di bambini
e musica di Johann Sebastian Bach

laboratorio didattico


to play, jouer, spielen in inglese, francese, tedesco vogliono dire suonare e giocare.
Johann Sebastian Bach [1685-1750] lo sapeva bene.
Così giocava con le note, le forme, i timbri, le voci, scrivendo musica per il suo tempo e per noi che siamo il suo futuro.
La nostra è una musica giocata che, forse, sarebbe piaciuta a Bach e ai suoi numerosi figli.

Così suonava il "programma di sala". L'intento era: giocare la musica di Bach, coglierne cioè l'interna architettura di mosse e contromosse. Appariva come una impresa impossibile per bambini e bambine di una quarta elementare con una pratica di ascolto molto ridotta. Invece si è rivelata una grandiosa messa in questione, prima di tutto del sottoscritto, animato da certezze musicologiche del tutto ignare dell'acustica mentale e sentimentale dei bambini e delle bambine, ed in secondo luogo del Kantor medesimo, che si è dimostrato un "giocatore" di grande livello, capace di scatti, tranelli, movenze sorprendenti.


scena I
      il 1° Preludio dal Clavicembalo ben temperato introduce il gioco e il Maestro Concertatore viene sloggiato dal pianoforte e trascinato fuori dalla scena
A noi piace sì tanto Bach
e ci piace più del cognac;
più del frac

smak e smak
a noi piace proprio Bach e patatrac'
sull'aria del "Quia fecit mihi magna" dal Magnificat [BWV 243, sigla misteriosa che indica il numero di catalogo delle composizioni di Bach]

scena II
una primavera in movimento con l'Adagio dalla Toccata BWV 913 per tastiera;
scena III
          una preda, dei cacciatori e …una controcaccia sulla Sarabanda dalla Suite numero 3 per violoncello solo;

                                                                             prove


scena IV
     batte il nostro cuore, quello di Johann Sebastian Bach, quello di tutti. La Giga dalla Partita numero 6 per tastiera, ce lo conferma con batticuore;
scena V
     una danza con un gioco di palla, grazie alla Bourrèe dalla Suite numero 3 per violoncello solo. Con sorpresa.

scena VI
      "Jesu meine Freude" si canta nel Mottetto BWV 227, che tradotto vorrebbe dire "Gesù mia
gioia". Una gioia grande, visibile, cantabile.
scena VII
      l'ordine e il caos vanno a braccetto, come ci suggerisce il Preludio XX dal secondo libro del Clavicembalo ben temperato;
scena VIII
      Arte della Fuga : arte dello scappare? Sì e no, come vi andiamo a dimostrare con il Canone primo che apre, appunto, L'arte della Fuga;
scena IX
      "Svegliatevi, una voce ci chiama" ci chiama ad una danza collettiva "Wachet auf, ruft uns die Stimme", corale per organo BWV 645. Svegliatevi!

claudio canal con bruna ricca e con erica fervier, paolo semolini, luigi de palo, helen della pergola, lorenzo tumelero, alice castore, giovanna trimarchi, sara vignolo, simone rolih, francesca blanc, alice castellana, virginia pravato, daniela popi, fabio levetti, isabelle santonocito, isidoro concas, antonina sciuto,               carlo tagliacozzo al violoncello

Alla fine una profonda letizia musicale ci ha conquistato.


Merito di noi tutti? Merito di Bach? Abbiamo giocato Bach per un anno. Ma Bach non ci ha giocati. La nostra è stata una reciproca, indimenticabile Offerta Musicale.

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auditorium "italo tajo"    chiesa di san giuseppe   pinerolo     martedì 8 giugno 2004
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Dio è di fatto un Dio geloso - mai
sopporterebbe di vedere che noi
preferiamo giocare l'un con l'altro
piuttosto che con lui.

God is indeed a jealous God -
He cannot bear to see
That we had rather not with Him
But with each other play

Emily Dickinson

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