Non è il grido dei nuovi schiavi del neoliberismo selvaggio. Purtroppo.
E' il grido dei ciclisti scatenati.
E' in commercio la bici senza catena. Forse un vantaggio tecnologico, ma anche un attentato alla memoria di improperi ad alta voce, di mani impiastricciate, di soste improvvise, di godimenti nel ripartire.
Un giunto cardanico e sembra bell'e fatta [se non proprio inventato, riproposto e definito da quel geniaccio rinascimentale che fu Gerolamo Cardano, di cui si stanno ripubblicando le opere, www.cardano.unimi.it ].
Di per sé non sarebbe una novità, l'aveva già brevettata nel 1937 un ingegnere tedesco [ovvio!], Eugen Woerner [Sapere, Hoepli Editore, Anno III, n. 7030 novembre 1937, www.viagginellastoria.it/archeoletture/trasporti/1937bicileva.htm ].
Ora diverse case produttrici la immettono nel mercato.
Da Taiwan, ma con un nome italiano, Giovelli: www.shaftdrive.com.tw/index2.htm

dalla Francia, www.intercycles.com, con un'immagine pubblicitaria abbastanza cafona
dagli Stati Uniti, www.dynamicbicycles.com
dall'Italia, Bologna, ma è una bici elettrica, www.wayel.it ,
dalla futuristica Gran Bretagna, la non-bicicletta di Bradford Waugh, che infatti si chiama Nulla, www.kancept.com/kancepts/show/nulla_bike--190
Da domani guarderò con più tenerezza la traballante catena della mia vecchia bicicletta.
Commenti
Posta un commento