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A. SCURATI E LENIN

LENIN, FUCILI E SOLDI DI PLASTICA Appartengo ad una specie non protetta in via di estinzione: sono un lettore di quotidiani. Su  La Stampa  del 28 agosto 2018 leggo il reportage del noto scrittore Antonio Scurati sul suo viaggio di mezza giornata in  Transnistria .  Una regione della Moldavia [già Bessarabia] che ha partecipato alle convulse vicende della seconda guerra mondiale e che al crollo dell’Unione Sovietica si è dichiarata nel 1990 repubblica indipendente e, due anni dopo,  ha ingaggiato una guerra durata quattro mesi con la Moldavia stessa. Si chiama ufficialmente   Repubblica Moldava di Pridniestrov , riconosciuta praticamente da nessuno. Il quotidiano pubblica una utile cartina in cui però compaiono miracolosamente due  Odessa ,  una sul mare e una all’interno. Quale quella vera? I grafici burloni del giornale lasciano al lettore la decisione.   Le due pagine del reportage, arricchito dalla foto del not...

LUBLINO E SINGER

Si è aperto ieri 25 agosto a Varsavia il Festival Singer di cultura ebraica . Per Singer si intende Isaac Bashevis Singer [1902-1991] scrittore in yiddish e inglese. Una quantità incredibile di musica, teatro, mostre per rimarcare   la indelebile e massiccia presenza della popolazione ebraica in Polonia. Spazzata dallo sterminio nazista. Il governo di Varsavia ha emanato a gennaio di quest’anno una legge che prevedeva pene carcerarie fino a tre anni per chi pubblicamente e contro i fatti avesse associato la nazione polacca all'Olocausto o avesse parlato di campi della morte polacchi per indicare quelli costruiti dai nazisti nel territorio occupato.   Poi a giugno, viste le proteste internazionali, ne ha un poco mitigato la durezza. È un problema europeo, e non solo polacco, quello dei volenterosi collaboratori della svastica . A cominciare dall’Italia, che ne era ufficialmente e militarmente   alleata. Primo Levi , tanto per fare un es...

ERNESTO CARDENAL

ERNESTO CARDENAL Quando a Managua compariva negli incontri pubblici con gli altri “comandanti” della giunta sandinista che aveva rovesciato il dittatore Somoza, il poeta padre Ernesto Cardenal stava sempre un po’ a lato, sembrava d’ingombro. Qualche rara volta interveniva come ministro della cultura parlando del grande progetto di alfabetizzazione. Bienaventurado el hombre que no sigue las consignas del Partido/ Fortunato l’uomo che non segue le direttive del Partito . Forse rimuginava già allora questi suoi antichi versi. Non stava petto in fuori. Non doveva impressionarlo più di tanto la retorica strarivoluzionaria del comandante dei comandanti Daniel Ortega . Neppure il ditino alzato di papa Wojtyla che nel 1983 l’avrebbe strapazzato davanti alle telecamere di tutto il mondo, deve averlo particolarmente indignato. Lui che aveva scritto una Preghiera per Marilyn Monroe : Signore/ accogli questa ragazza conosciuta in tutta la terra con il nome di Marylin Monroe/ anche se q...

BRANDELLI D'ITALIA

BRANDELLI D'ITALIA Lungo i 14 chilometri che separano Castelnuovo d. Bosco , dove abito, da Chieri ho contato una dozzina di prati ancora del tutto intonsi che esibiscono impudicamente il loro inutile verde. Ma, adiopiacendo, questa pornografia erbacea torna a poco a poco ad essere rivestita da un provvidenziale manto di cemento. È il rinascimento del capannone.  A cinquecento metri di distanza da questa nuova folgorante costruzione troneggiano altri   capannoni desolatamente vuoti su cui spiccano le insegne Vendesi, Affittasi. Capannone fa rima con evoluzione, modernizzazione, autorizzazione, benedizione, edificazione… e quindi possiamo stare tranquilli. Non c’è trucco, non c’è inganno. Per fortuna noi siamo italiani, non tedeschi, olandesi ecc. Noi i capannoni li mettiamo dove ci pare, uno qui, l’altro laggiù in mezzo al prato, sulla collinetta, tra i boschi, in riva al torrentello. Secondo l’estro art...

DI COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO DI ISLAM

24 GIUGNO 2018  DI  REDAZIONE Jean-Loup Amselle, di cosa parliamo quando parliamo di Islam Claudio Canal In Ruanda era in corso l’ammazzatoio dei Tutsi e degli Hutu cosiddetti moderati – uno sterminio di 500.000 o forse un milione di persone ferocemente liquidate in poco più di tre mesi. Si era nel 1994 e chi brancolava attorno a quell’orrore alla ricerca di una comprensione anche fragile, doveva prendere in mano un piccolo, prezioso libro pubblicato in Francia dieci anni prima:  Au coeur de l’ethnie. Ethnie, tribalisme et  É tat en Afrique , curato da Jean-Loup Amselle e Elikia M’Bokolo. Uno dei capitoli dedicati a Hutu e Tutsi, scritto da Jean-Pierre Chrétien, cominciava così:  Ecco qui delle “etnie” che non si distinguono né per la lingua né per la cultura né per la storia, né per lo spazio geografico che occupano.  Il vocabolario coloniale cominciava a traballare non poco e questo vacillamento liberava lo sguardo che poteva cos...