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IO E GLI EPSTEIN FILES

 


IO E GLI EPSTEIN FILES


Sodoma e Gomorra, cena Trimalchionis e il Satyricon, il papa Borgia  e, come lui, gli assatanati familiari...  Epstein files. La storia straripa di esempi di cene eleganti. Sappiamo invece niente a Est. Si suppone tutti cherubini e serafini, Ayatollah e pasdaran, alti funzionari cinesi di partito, oligarchi russi che possiedono lo Stato. La democrazia ansimante non fa trapelar niente.

Migliaia di talmudisti si sono gettati sugli Epstein Files, Hanno da impegnarsi non poco, anche se si aspettano tutti i files e possibilmente non censurati. C'è da fare anche per l'intelligenza artificiale, soprattutto per l'intelligenza fatale per i coinvolti. Prima verrà una serie Netflix molto commovente, suppongo.  L'arresto del principe Andrea, non per aver violentato donne passategli da Epstein, ma per aver passato fogli finanziari che non doveva, fa traballare una monarchia vecchia di mille anni. Era ora.

Virginia Roberts Giuffre   
Rimando sessuale. Corpi. Di donne. Capitalismo patriarcale o Patriarcato capitalistico. Sempre lì siamo. C'è una mente maschile che vorrebbe possedere tutti questi corpi. La maggioranza si accontenta. Non percorre tutto il cammino che porta alla morte, vera o metaforica, del corpo femminile. In questo percorso ci sono anche donne, se è vero che donna si diventa. Infatti Ghislaine Maxwell, l'organizzatrice degli incontri, sta in galera e da lì manda ricatti pronta a cantare quello che sa. Invece è sottoterra per suicidio Virginia Roberts Giuffre, che l'ha costretta a processo, oltre al principe Andrea  per stupro.

Gli Epstein faranno scorrere parecchio inchiostro. Tanti si sono meravigliati di trovare  il nome di Noam Chomsky. Anch'io. Usava il jet privato di Epstein. Era ospitato nella sua casa di Parigi. Con la moglie Valeria, erano presenti a frequenti cene, ah quel dessert. Dava saggi suggerimenti per sottrarsi alla merda nel ventilatore  mediatico che spargeva i suoi delitti sessuali. That’s particularly true now with the hysteria that has developed about abuse of women. (l'ho già sentita questa). Chiede all'amico Steve Bannon di aprire con una conferenza un meeting...

A inizio febbraio interviene la moglie e la risposta è di tipo italiano, tutto avveniva a nostra insaputa.

Io, che ci faccio qui? Non sono sui files. Non conosco nessuna sull'indice delle persone notevoli. Sono un perdente da sempre. Però mi dibattevo con Chomsky. Sapevo solo io che c'era un duello tra lui e me. E riguardava il museo degli scheletri di famiglia.

Nel 1989 ero stato in Cambogia e ci sarei tornato. L'anno prima in Vietnam. Di Chomsky conoscevo La grammatica trasformazionale, Boringhieri, Torino. Non devo averlo capito proprio tutto. Ma allora frequentavo la linguistica. Il minimo lo dovevo sapere. 
E poi Chomsky scriveva molto sul Vietnam e sulla Cambogia. A lato si era prodotta anche una bibliografia storica sul regime dei Khmer Rossi (1975/1979), discorde su quanti ma non sul come i cambogiani venivano fatti morire. Un milione e mezzo, due milioni. In italiano, nulla. Neanche traduzioni. Anche Chomsky, con Edward S. Herman, erano intervenuti con un ampio articolo su The Nation  del giugno 1977, poi confluito in altri volumi. 

Cosa diceva Chomsky, da vero uomo della guerra fredda: ingrandite dai media filoamericani le  conseguenze del regime dei Khmer Rossi sono il risultato 
degli spaventosi bombardamenti a tappeto dei B52 americani sulle campagne cambogiane. E, comunque, gli esiti erano raccontati da gente fuggita dalla Cambogia con tutti gli interessi a trasformare la realtà.
E' su questa contrapposizione che io ho abbandonato il mio torneo con Chomksy. Bombardamenti senza tregua e delirio khemr per una società nuova sono discorsi che riproducono una facile scissione. O di qui o di là. Invece c'era bisogno di vedere il peso industriale dei bombardamenti messi in moto da una società ricca e potente in confronto ad una società che voleva rigenerarsi attraverso una purificazione violenta di "classe" imposta dall'avanguardia, cioè i khemr rossi. Chomsky non vedeva tutto questo.  
Perciò il mio addio a Chomsky risale a quell'epoca ormai imbalsamata. Cosa ha scritto dopo non lo so.

Adesso vado a leggere le ultime pagine di Nobody's Girl, Bompiani, di Virginia Roberts Giuffre, Dedicato alle mie sorelle sopravvissute e a tutte le persone che hanno subìto abusi sessuali.
 



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