Clic senza frontiere
clickworkers al lavoro in un internet café nelle Filippine.
[Martin San Diego per The
Washington Post]
claudio canal in del 3 aprile 2024
Mi scuso con chi legge questo articolo perché era mia intenzione aprire alla grande con una congrua citazione marxiana dai Grundrisse, quella che si avvia con: Der Krieg ist daher eine… Poi ho assistito in TV ad una pensosa trasmissione condotta dal noto filosofo con nome primaverile, Fiorello, e ho cambiato idea. Il pensatore ha introdotto la categoria post-postmoderna di Ignoranza Artificiale. A questo punto ho meditato.
Grande LLM di GPR-3!
Grandissimo PaLM-2 che è addestrato da 340 miliardi di parametri!
Grandioso GPT-4 addestrato da un triliardo di parametri!
Insomma, una meditazione cabalistica
la mia, che decanta le stupefacenze dell’Intelligenza Artificiale
(IA) e che avrebbe potuto anche
stramazzare nella acerba e
sconsolata recriminazione delle sue nefandezze: il degrado del lavoro, il
mantra della sicurezza, l’ambigua affidabilità, le decisioni automatiche, i
robot pigliatutto, il controllo panottico, la privacy sfasciata, le guerre dei
monopoli tecnologici…
Proletario ignoto
Posso essere annichilito o eccitato
dal vigente culto dell’IA, predicare Redenzione o Apocalisse, ma non riesco a
sottrarmi all’Ignoranza Artificiale di cui disquisisce Fiorello
il metafisico. Si tratta di quell’ignoranza applicata per cui vediamo i
tipi che ci sfrecciano davanti in bicicletta con gerla colorata in spalle (cabassa,
in piemontese) ma non li guardiamo per ciò che sono: proletariato al
posto di lavoro, in sella ad una bici,
Prendiamo un’azienda australiana, Appen Ltd, che ha come
clienti Microsoft, Apple, Meta, Amazon, e Google fino a qualche giorno fa, sedi
sparse in 170 paesi, Italia compresa, e più di un milione di… lavorator*?
Consulenti? Intermediatori? Hobbisti? Freelance? Nerd planetari? Tutta questa
gente non è stipata in capannoni industriali, ma sta a casa o dove gli pare, a
fare cosa? Lo spiega, senza cercare
chissà dove, la voce di Wikipedia, autogenerata da Appen: Affinché le
macchine dimostrino l'intelligenza artificiale, devono essere programmate con
dati di addestramento di fattura umana che le aiutino ad apprendere. Appen
utilizza il crowdsourcing per raccogliere e migliorare i dati e ha accesso a un
team qualificato di oltre 1 milione di lavoratori part-time che raccolgono,
annotano, valutano, etichettano, testano, traducono e trascrivono dati vocali,
immagini, testo e video per trasformarli in dati di training di machine
learning efficaci per una gran varietà di scopi.
Nonostante la traduzione un po’
sgangherata si capisce che c’è bisogno di qualcuno che imbocchi l’algoritmo con
l’omogeneizzato giusto. Ma l’algoritmo è famelico, richiede milioni di
cucchiaiate. Se deve distinguere un neonato addormentato da un gatto, un
cuscino, un pacco o qualsiasi altra seppur vaga somiglianza, gli tocca passare
in rassegna una enormità di immagini in cui il neonato c’è o non c’è. Qualcuno
le deve etichettare queste immagini: non sono gli ingegneri informatici a farlo
né i linguisti computazionali, bensì lavorator* del clic-clickworkers portatori
sani di Intelligenza Umana, che ottengono pochi spiccioli di
remunerazione, attività a singhiozzo, tutele zero, un lavoro fatiscente. Sparsi
e sparse per il pianeta, prevalentemente a Sud, ma non solo. Proletariato
occultato di cui noi vantiamo una profonda Ignoranza Artificiale.
Se poi l’algoritmo deve distinguere
tra marocchino in quanto cittadino del Marocco e marocchino in
quanto bevanda miscela di caffè, cacao e latte, gli devono essere dati in pasto
una overdose di testi che qualche umano classifica e formatta stando attento a
scartare la diffusa sentenza: marocchino di mrd. L’algoritmo così
svezzato deve ringraziare il milione di formichine operaie umane che gli hanno
fatto digerire la differenza fra i due marocchini. Se poi si tratta di
immagini la machine, l’algoritmo deve saper riconoscere non solo il
neonato già evocato o un semaforo (giallo, verde, rosso, spento) o qualsiasi
altra cosa, ma anche scene di violenza, stupro, pedofilia, razzismo…per
filtrarle ed escluderle una ad una. Può farlo solo se qualche omino, m. e f., dopo
averle accuratamente visionate frenando i conati di vomito, gliel’ha additate e
ostentate. Aziende specializzate gestiscono questo addestramento dell’IA. Una
sta in California e delocalizzava in Kenia il lavoro sporco per rimborsi
miserabili e garantite débâcle psicologiche. Finché gli Umani Intelligenti
di Nairobi si sono incazzati.
Gratta gratta alla base dell’IA c’è
una estesa e capillare IU-Intelligenza Umana di cui quella artificiale
non riproduce gli abissi di complessità, ma si accontenta, si fa per dire, di
un gigantesco calcolo delle probabilità. Mai in passato la statistica era stata
la base e il motore di una innovazione tecnologica così decisiva. L’idea che per ottenere IA fosse necessario
copiare e riprodurre il funzionamento del cervello umano e il relativo
linguaggio sapiens è morta solo tre decenni fa.
Più l’algoritmo si rimpinza di testi,
immagini, suoni, e più li potrà ricombinare autonomamente. E’ il deep
learning, il pozzo senza fondo. Da
qui la travolgente corsa all’oro dei dati.
Un redivivo Pelizza da Volpedo non
saprebbe dove trovare i modelli per un suo Quarto (o Quinto) Stato.
Neanch’io. Sono milioni, invisibili e invisibilizzat*. La forza lavoro più
astratta di tutti i tempi. Nella sua concreta corporeità.
L’amazzone e il turco
Il sonnambulismo della produzione
occulta chi rende possibile gli incantesimi dell’IA. E’ attivo un sistema
industriale pre-postfordista che gestisce questo proletariato inafferrabile e pre-postfordista
non è un errore di stampa perché l’apparato produttivo dei dati di
addestramento-allenamento incorpora modi di produzione che sottintendono la
servitù della gleba tutt’uno con quelli che incarnano il Capitalismo Cognitivo
o, da altro versante, il Capitalismo delle Piattaforme.
Per accalappiare le formichine umane
è necessario che abbiano una severa necessità di procurarsi un reddito o di
integrare quello insufficiente che hanno. In quanto formichine devono essere
adattabili a lavorini con compitini realizzabili in momentini. “Quante finestre
accese nei palazzi della via?”/”oggi è una… giornata” ecc. Micro tasks per
micro works, che evolvono ovviamente in compiti più complessi, su cui
l’algoritmo si applica estraendo regolarità e anomalie da una smisurata
quantità di casi. Le formichine sono indispensabili per la Grande Opera dell’IA.
Se le contendono a suon di pochissimi centesimi grandi imprese del comparto
digitale che al solito esternalizzano dove gli conviene. Ci sguazza,
insieme a molte altre, una nota Amazzone e il suo Turco Meccanico di servizio. Al quale Turco andrebbe eretto un monumento in ogni
borgo per ricordarci quanto siamo clamorosamente creduloni, noi e le élites che
ci governano.
Il sultano del commercio mondiale,
Jeff Bezos, lo sa e spinge per allargare e differenziare la forza lavoro
necessaria all’IA, gli human contractors. In questa fase storica una
rete densa di siti, piattaforme, aziende è all’opera per reclutare i lavoratori
adatti ai diversi stadi di sviluppo dell’IA, un Caporalato tecnologico
planetario di subappaltatori. Bisogna
aggiornare, correggere, revisionare, indirizzare la machine. Per
esempio, aggiustare l’IA quando ha, quasi fosse umana, le hallucinations
ossia quando fornisce una risposta che si presenta come vera invece non lo è.
Non sono i robot a intervenire, sono umani che sembrano robot.
Microlavoratori di tutto il mondo…
Facile a dirsi. Si tratta proprio di tutto
il mondo. Uno sta a Bangkok, l’altra a Caracas, una a Gallarate, l’altro a
Lagos. Stanno nelle loro enclosures,
nei loro recinti domestici e non, aspettando che arrivi la comanda/commissione
dalla Piattaforma. E’ questo Digital
Labour che crea una quota notevole del valore dell’IA. I loro clic non
sono neutri, come i miei, risalgono la catena produttiva e trasformano il dato
finale in merce pregiata di cui il mercato globale si premura di esaltare
meriti e virtù, dimenticando chi sta alle fondamenta.
Pallidi tentativi di
sindacalizzazione appaiono qua e là, incentivati dall’esempio della forza
lavoro consorella, quella dei Food Riders.
La nostra collettiva e personale IA, Infatuazione
Artificiale, sorvola sulla fragilità del mito dell’Intelligenza
Artificiale perché non vede né riconosce le solide basi di lavoro umano su
cui è impiantata.
Nota:
un’ampia letteratura accompagna e segue il fondamentale Schiavi del clic.
Perché lavoriamo tutti per il nuovo capitalismo? di Antonio Casilli,
Feltrinelli, 2020. Di questo testo è annunciata per l’autunno negli Stati Uniti
l’uscita aggiornata. C’è da augurarsi che in tempi brevi segua l’edizione
italiana.
Non c'è
frase più dolce di "te l'avevo detto". Ma la dolcezza può diventare
amara se devo dirtelo ogni pochi mesi, e tu continui a essere sorpreso...
2024 -
Amazon abbandona l'auto-checkout dopo le rivelazioni che il presunto sistema
automatizzato "senza cassiere" ha infatti bisogno di "1.000
persone reali in India che scansionano i feed delle telecamere per garantire
checkout accurati". https://www.engadget.com/amazon-just-walked-out-on-its...
2023 -
Amazon licenzia centinaia di persone nella sua divisione Alexa dopo che è stato
divulgato che ci sono "circa 30.000 lavoratori Amazon che hanno accesso
alle clip audio raccolte dagli altoparlanti vocali dell'azienda". https://time.com/5568815/amazon-workers-listen-to-alexa/
2022 -
Amazon riconosce che i suoi "95% magazzini automatizzati" si affidano
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poiché "l'azienda paga i lavoratori in India e Costa Rica per rivedere i
filmati delle telecamere del magazzino. " https://www.theverge.com/.../amazon-warehouse...
2019 -
Amazon ha assunto centinaia di addetti ai campanelli intelligenti del Ring, che
"a volte si mostrano video che stavano annotando e descrivono alcune delle
cose a cui avevano assistito. " https://theintercept.com/.../10/amazon-ring-security-camera/
2018 - I
robot di consegna Amazon, Kiwibot, risultano contenere poca automazione, perché
in realtà sono controllati da remoto da "lavoratori della Colombia, che
possono gestire fino a tre robot, e guadagnare meno di 2 dollari l'ora. " https://www.sfchronicle.com/.../Kiwibots-win-fans-at-UC...
Ps. Se
volete saperne di più su questo, con i miei colleghi e studenti del #DiPlab, stiamo studiando, documentando e
pubblicando su questa AI guidata dall'uomo, da... Almeno 2015
https://www.casilli.fr/publications-2/
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