GRIDARE
FINO ALLA FINE DEL MONDO
con questo titolo ho pubblicato sul fascicolo di marzo 2015 de L'Indice un articolo di presentazione di alcuni testi di Benjamin Fondane da poco tradotti in italiano
FINO ALLA FINE DEL MONDO
con questo titolo ho pubblicato sul fascicolo di marzo 2015 de L'Indice un articolo di presentazione di alcuni testi di Benjamin Fondane da poco tradotti in italiano
In
una fantomatica foto di gruppo si vedono in prima fila, tra gli altri, Eugène Jonesco, Mircea Eliade, Tristan Zara,
Constantin Brancusi, Emil Cioran, un po’ dietro si profila lo sguardo allusivo
di Paul Celan. A guardare bene si intravvede la silhouette di un altro romeno
“parigino”, Benjamin Fondane. Non è
escluso che ad un esame più attento non compaiano dalla penombra altre figure. “Batto il mio pugno duro sul tavolo del
mondo/ io sono di quelli che non hanno niente/ che vogliono tutto/ - io non
potrei mai rassegnarmi”. Fondane,
già Fundoianu, in origine Wechsler, una processione di nomi,
come Pesach
Antschel, poi Paul Antschel, Paul
Ancel, infine Paul Celan, anch’egli
proveniente da quelle parti dell’Europa Orientale dove i confini sono sempre
stati e continuano ad essere aleatori.
Fondane veniva da Iași, dove era nato nel 1898, città piena di luftmenschen, di uomini d’aria ebrei, carichi di sogni e di cultura. Capoluogo della
Moldavia, regione romena, come lo
Stato omonimo con capitale Chișinău, che
non fa [più] parte della Romania. Una pignoleria geografica necessaria se si
vuole restituire la complessità storica della regione.

Nel 1923, a venticinque anni, si trasferisce
a Parigi, dove diventa Fondane senza
mai “uccidere” il Fundoianu che era. Nei
vent’anni che lo separano dal 1944, quando un carro bestiame lo deporterà in
una camera a gas di Auschwitz, si esprimerà come poeta, filosofo, giornalista,
cineasta, critico, saggista, uomo di teatro. Difficile da perlustrare e da etichettare.
Un pensatore poeta l’aveva definito
Rachel Bespaloff.
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Rachel Bespaloff |
”…le catastrofi
all’alba, / i carri bestiame/ e il singhiozzo amaro dell’umiliazione” aveva
presagito diversi anni prima. Emil Cioran come al solito cioraneggia, il tifoso
di Hitler e della “guardia di ferro” avrà
l’impudenza di affermare che Fondane “Non ha fatto nulla per
sfuggire al disastro, che misteriosamente lo attraeva”.
In Italia cominciamo a leggerlo solo ora e
dobbiamo decidere se la sua vita getti luce oppure ombra sulla sua opera. “Domani nei campi di concentramento sarà
troppo tardi per pentirsi: la lotta deve iniziare quando c’è ancora tempo,
prima della distruzione finale”, scriveva con biblica chiaroveggenza nel
1934. Non ho dubbi: la sua opera getta luce sulla sua vita e su quella di altri
milioni di persone. Allontanarsi da Iași
forse non sarebbe bastato per ottenere una vita migliore: sarebbe
scampato al pogrom, promosso dalle
autorità romene, che devastò nel giugno del 1941 la comunità ebraica della
città facendo più di tredicimila vittime? Purtroppo non disponiamo in italiano di Cartea
Neagră– il Libro nero sulla
distruzione degli ebrei di Romania, un quasi instant-book scritto all’epoca da Matatias Carp, testimone e perseguitato.
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Treno della morte, Iasi-Podul Iloaiei |
A
settant’anni dalla sua morte Fondane fa
la sua apparizione nell’editoria italiana, anche se Benedetto Croce l’aveva già
recensito nel 1943 e nel ‘49. Oltre alla
riedizione in italiano di Rimbaud le
voyou, del 1936, abbiamo la prima traduzione di Baudelaire et l’espérience du gouffre, uscito postumo nel 1947, a cura di Luca Orlandini, la traduzione del
poema Ulysse del ’33 a cura di
Annafrancesca Naccarato, e i due saggi filosofici oggetto di questo articolo: Falso Trattato di estetica –Saggio sulla
crisi del reale, uscito nel 1938, a cura di Luca Orlandini, Mucchi editore,
Modena, 2014, e Il lunedì esistenziale e
la domenica della Storia, pubblicato postumo nel 1945, a cura di Alice
Gonzi, Morcelliana, Brescia, 2014.
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Victoria Ocampo |
Nonostante
la ricchissima rete di contatti che Fondane
riesce a stabilire, da Artaud a Maritain a Bachelard e, in Argentina, con
Victoria Ocampo, nonostante la profonda sintonia con il filosofo russo, oggi diremmo
ucraino, Lev Šestov, la sua è stata
una smagliante solitudine. Nell’arroventato clima di battaglie ideologiche che
caratterizzava il periodo tra le due guerre,
il richiamo, il grido di Fondane
è stato per la non sottomissione del singolare all’universale “Che ne sarà, dunque, della voce
dell’esistente che grida che gli è impossibile vivere se le sue domande non
sono prese sul serio, che ne sarà di questo immenso grido della miseria e della
sofferenza umane lungo le ere, che ne sarà di questo prolungato sperpero di
speranza e disperazione di cui
cerchiamo invano la minima eco in tutta la storia della filosofia?”.
Non è sufficiente richiamarsi all’esistenza, come facevano Heidegger, di cui è stato in Francia tra i primi interpreti, o Sartre, se poi questa diventa l’Esistenza e, presa da un montacarichi filosofico, si perde nel cielo delle Essenze. La sua è una guerriglia filosofica, si comporta, diciamo oggi, come un hacker filosofico che svela il carattere distruttivo di una razionalità eccessiva, contundente invece che fecondante. “Una ragione che nega se stessa per motivi di ragione è ancora una ragione. E attualmente non c’è nulla, nella nostra folle Europa, che non sia un prodotto – o un sottoprodotto – della ragione. Perfino la follia…Quasi mi vergogno di dover ricordare questo luogo comune”. E’ la domenica della Storia che gode di se stessa e della propria onnipresenza, in cui il reale scompare nel razionale indifferenziato. In quel tempo Fondane era forse l’unico a sostenere che Hitler non era l’incarnazione dell’irrazionale bensì un’articolazione della razionalità funzionale e oggettivante.
Non è sufficiente richiamarsi all’esistenza, come facevano Heidegger, di cui è stato in Francia tra i primi interpreti, o Sartre, se poi questa diventa l’Esistenza e, presa da un montacarichi filosofico, si perde nel cielo delle Essenze. La sua è una guerriglia filosofica, si comporta, diciamo oggi, come un hacker filosofico che svela il carattere distruttivo di una razionalità eccessiva, contundente invece che fecondante. “Una ragione che nega se stessa per motivi di ragione è ancora una ragione. E attualmente non c’è nulla, nella nostra folle Europa, che non sia un prodotto – o un sottoprodotto – della ragione. Perfino la follia…Quasi mi vergogno di dover ricordare questo luogo comune”. E’ la domenica della Storia che gode di se stessa e della propria onnipresenza, in cui il reale scompare nel razionale indifferenziato. In quel tempo Fondane era forse l’unico a sostenere che Hitler non era l’incarnazione dell’irrazionale bensì un’articolazione della razionalità funzionale e oggettivante.
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Attori del film Tararira, 1936, Fondane seduto |
“Tu
sei destinato a un grande lunedì. Ben detto ma la domenica non finisce mai”
è questo aforisma di Kafka ad ispirarlo e a suggerirgli l’irrassegnazione e a proporsi come un Giobbe irriducibile e
refrattario alla ragione come mito. Nessuna fronesis,
nessuna prudenza, nessuna pace intellettuale, nessun hegeliano Zauberkraft “quel potere magico che trasformerà l’esistente in esistenza, in essere,
in concetto, prima ancora che esso abbia potuto aprire bocca” bensì l’intranquillità, il pensiero
come combustibile che non si spegne mai.
Chi
ci disintossica dalle rappresaglie della ragione se non la poesia? “Io non posso chiudere gli occhi / devo
gridare sempre, fino alla fine del mondo / non si deve dormire fino alla fine
del mondo / - io sono solo un testimone”. La poesia si radica nella realtà non
perché la conosca meglio, ma perché vi partecipa. Questa è la sua verità
epistemologica, di non avere alcuna funzione o utilità, di essere assurda, ma,
nello stesso tempo, di essere profondamente incardinata nel reale e in un
linguaggio che va oltre la ragione, ma non senza ragione. Una poesia che
precede l’essere umano e lo possiede, non un mero godimento della sensibilità
ma un’infrazione della razionalità. “E’
tutto il dolore del mondo / Che è venuto a sedersi al mio tavolo / e potevo
forse dirgli: No?”
La ragione non riesce a coabitare con la realtà contorta e dolorante, impotente e necessitata, mentre invece la domenica della Storia e’ “così impaziente di proclamare la sua ‘serietà’ e di fare intervenire i suoi ussari contro tutti coloro che subodorano che è solamente – e non potrebbe essere diversamente – nulla”. E’ così bulimica la domenica della Storia che si mangia tutto, la sua obesità schiaccia chiunque, la sua azione vasodilatatrice fa abbassare la pressione del reale iperteso. “Ora è evidente che l’Europa stia attraversando uno stato di crisi. All’improvviso lo Spirito riprende le forze, mobilita le forze morali, rimpiazza la libertà con la necessità del sacrificio, e infatti non ha che questa parola sulla bocca sacrificio. Si direbbe che i mezzi gli importino più del fine”. La ragione mobilita anche la sragione, ripete Fondane, così che lo Spirito può sorvegliare l’essere umano concreto, il poeta andare definitivamente a servizio, l’ordine della Politica e, aggiungo io, dell’Economia, regnare sovrano.
La ragione non riesce a coabitare con la realtà contorta e dolorante, impotente e necessitata, mentre invece la domenica della Storia e’ “così impaziente di proclamare la sua ‘serietà’ e di fare intervenire i suoi ussari contro tutti coloro che subodorano che è solamente – e non potrebbe essere diversamente – nulla”. E’ così bulimica la domenica della Storia che si mangia tutto, la sua obesità schiaccia chiunque, la sua azione vasodilatatrice fa abbassare la pressione del reale iperteso. “Ora è evidente che l’Europa stia attraversando uno stato di crisi. All’improvviso lo Spirito riprende le forze, mobilita le forze morali, rimpiazza la libertà con la necessità del sacrificio, e infatti non ha che questa parola sulla bocca sacrificio. Si direbbe che i mezzi gli importino più del fine”. La ragione mobilita anche la sragione, ripete Fondane, così che lo Spirito può sorvegliare l’essere umano concreto, il poeta andare definitivamente a servizio, l’ordine della Politica e, aggiungo io, dell’Economia, regnare sovrano.
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Fondane, Man Ray |
SCHEDA
Testi di Fondane attualmente disponibili in
italiano. Si annunciano altre uscite.
Baudelaire e l’esperienza
dell’abisso, a cura
di Luca Orlandini, Nino Aragno , Torino, 2013
Falso Trattato di estetica; saggio sulla crisi del reale, a cura e traduzione di Luca Orlandini, Modena, Mucchi, 2014,
Il lunedì esistenziale e la domenica della storia, introduzione di Michael Finkenthal e Dominique Guedì, postfazione di Alice Gonzi, Brescia, Morcelliana, 2014,
Vedute. Poesie 1917-1923, Edizioni Joker, Novi Ligure [AL],
2014, a cura di Giovanni Rotiroti e Irma
Carannante; vedi su questo blog:
http://claudiocanal.blogspot.it/2014/07/ho-pubblicato-questo-articolo-su.html
http://claudiocanal.blogspot.it/2014/07/ho-pubblicato-questo-articolo-su.html
Ulisse, a cura di Annafrancesca Naccarato, Aracne,
Roma, 2014
Rimbaud la canaglia, traduzione di Gian Luca Spadoni, Roma, Castelvecchi, 2014, riedizione di Edizioni Le Nubi, 2007.
Alcuni
testi su Fondane:
Ann
Van Sevenant, Il filosofo dei poeti:
l’estetica di Benjamin Fondane, Mimesis, Milano, 1994
Gabriella
Farina, Benjamin Fondane e le gouffre,
Artemide, Roma, 2003
Une poétique du gouffre. Sur
Baudelaire et l'expérience du gouffre de Benjamin Fondane. Actes du colloque (Cosenza 30 septembre/1-2 octobre
1999), cur. Jutrin M., Vanhese G., Rubbettino, Soveria Mannelli [CZ], 1999
Di
Alice Gonzi, attenta e
precisa studiosa di Fondane, si
possono vedere:
il fascicolo 2 [2012] di Humanitas, da lei curato con interventi
di varia provenienza, l’importante postfazione a Il lunedì esistenziale…citato,
Norman
Manea, Al di là della montagna, Paul
Celan e Benjamin Fondane. Dialoghi postumi, Il Saggiatore, Milano, 2012,
Luca
Orlandini, La vita involontaria. In
margine al Baudelaire e l’esperienza dell’abisso di Benjamin Fondane, Nino Aragno, Torino, 2013,
Emil
Cioran, Al di là della filosofia.
Conversazioni su Benjamin Fondane, a cura di Antonio Di Gennaro, Mimesis,
Milano, 2014
Materiali
diversi sul web:
Société
d'études Benjamin Fondane, http://www.benjaminfondane.com/
Association Benjamin Fondane,
Institut
Fondane, http://fondane.net/ sito un po’ incerto sul da farsi
Su
FB:
Société d'études Benjamin Fondane, Restitutio Benjamin Fondane, Benjamin Fundoianu [in romeno]
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