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BIRMANIA/ITALIA
L'Italia si e' accorta dell'esistenza della Birmania/Myanmar.
Il ministro degli esteri Giulio Terzi ha incontrato i rappresentanti del governo e Aung An Suu Kyi. Bene. Democrazia, diritti umani, affari ecc.
Se pero' uno guarda il sito dell'Ambasciata italiana a Yangon http://www.ambyangon.esteri.it/Ambasciata_Yangon/ cadrà in depressione. Burocratico e misero, fornitore anche di notizie sbagliate: non è vero che non ci si puo' connettere ad internet e visionare la propria casella di posta.Lo si può fare, non solo negli alberghi, ma nei moltissimi internet point.
Detto questo vorrei segnalare  una piccola vicenda che mi riguarda e spiega molte cose del nostro paese.
Nella capitale precoloniale, Mandalay, da diversi anni è attiva una scuola di informatica e di lingue [inglese, giapponese, coreano...italiano], completamente gratuita, ideata e diretta da un prete cattolico birmano, che, essendosi laureato in filosofia a Roma ed avendo esercitato il suo ministero pastorale per tre anni in Italia, possiede una ottima competenza linguistica in italiano.
A me è stato chiesto di tenere un seminario intensivo di lingua e cultura italiana della durata di un mese. Cosa che ho fatto negli ultimi anni. 
Seguono il corso una ventina di studenti, con diversi livelli di competenza, tutti e tutte molto interessati alla lingua e all'Italia.

 Mi sembra perciò fin dall'inizio  normale segnalare  l'attivita' della scuola all'Ambasciata italiana, spiegando i corsi che vi si tengono e l'opportunità di un appoggio attraverso l'invio di materiali  didattici [libri, CD, DVD...] ed eventuali esami in sede e futuro riconoscimento.  Nessuna risposta dall'Amnasciata.
Mi rivolgo allora alla sede centrale della Società Dante Alighieri, con cui avevo collaborato nel 2001 in Argentina. Come recita  l’articolo 1 dello Statuto sociale, il suo scopo è quello di “tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, ravvivando i legami spirituali dei connazionali all’estero con la madre patria e alimentando tra gli stranieri l’amore e il culto per la civiltà italiana”.
Propongo alla Dante di prendere contatto diretto con la Scuola di Mandalay e di vedere se sia possibile qualche forma di cooperazione e di sostegno.
Mi risponde il presidente della Dante, che non ha niente da dire sulla scuola di Mandalay, ma che si dimostra interessato al mio curriculum. 
Deve aver  scambiato il mio invito come una richiesta di sistemazione nei ranghi della Dante.
La scuola continua per conto suo. 

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