Con i funerali di Stato è cominciata la beatificazione di Mike Bongiorno.
Che sia stato amato da un vasto pubblico non c'è dubbio. Che le sue trasmissioni, soprattutto le prime, Lascia o Raddoppia? e Rischiatutto, facciano parte della storia culturale del dopoguerra è innegabile.
Un funerale meno pomposo e più misurato sarebbe piaciuto forse anche a lui, che ha voluto essere tumulato in un loculo di un piccolo cimitero e non in un mausoleo.
Non fa male ricordare che ai funerali di Anna Maria Ortese non c'era nessuno dei boss pari livello di quelli che hanno lacrimato nel duomo di Milano.
Meglio così, ma la loro assenza ci dirà pure qualcosa di noi e del Paese in cui viviamo.

Potrebbe anche non aver scritto Il cardillo addolorato o Il mare non bagna Napoli, sarebbe ugualmente una grande scrittrice, perfino quando da giornalista andava al seguito del Giro d'Italia: " E' che quel maggio fu il più straordinario, il più affascinante e anche il primo e ultimo maggio d'infanzia. Perché chiunque parta col Giro diventa, per un mese, bambino, e se poi parte col Giro al seguito del suo amore, diventa re-bambino".

Potrebbe anche non aver scritto Il cardillo addolorato o Il mare non bagna Napoli, sarebbe ugualmente una grande scrittrice, perfino quando da giornalista andava al seguito del Giro d'Italia: " E' che quel maggio fu il più straordinario, il più affascinante e anche il primo e ultimo maggio d'infanzia. Perché chiunque parta col Giro diventa, per un mese, bambino, e se poi parte col Giro al seguito del suo amore, diventa re-bambino".
Il Giro era il 38°, 1955 vinto da Fiorenzo Magni. A seguire il Giro c'era anche Vasco Pratolini.
Non c'era nessuno di quelli evocati sopra ai funerali di Fernando Germani, uno dei più grandi organisti di tutti i tempi, bistrattato in fin di vita da filologi puntigliosi. Su You tube [http://www.youtube.com/watch?v=DYQIz6icPZg] si può vedere e sentire Germani che suona un brano di Leo Sowerby, non all'Accademia di Santa Cecilia o in San Pietro, dove era stato organista titolare, ma in televisione, a Teatro 10, 1972, presentato da Alberto Lupo.
Non c'era nessuno dei citati ai funerali di don Michele Do, una figura luminosa nell'opaco cattolicesimo italiano.

[ http://www.youtube.com/watch?v=WE1aDTSHq78&hl=it ]
Lo spatriato
Lo hanno portato via
dal luogo della sua lingua.
Lo hanno scaricato male
in terra straniera.
Ora, non sa più dove sia
la sua tribù. E' perduto.
Chiede. Brancola. Urla.
Peggio che se fosse muto.
Non c'era nessuno, tantissimi anni fa, ai funerali di Piero Jahier, cui partecipai commosso.
Non c'era nessuno ai funerali di...
Allegria!
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