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ITALIA E SCHIAVITU'

          Il razzismo/ schiavismo della storia americana suscita il nostro sdegno. Nello stesso tempo ci rende storicamente autoimmuni e strabici. Essendo la notte passata fuggito di casa di Gio. Battista Carpano paneraro al molo un suo schiavo chiamato Mustafà d’età di anni vint’uno, di statura grande, senza barba et ha il segno d’una ferita d’archibugiata in la spalla diritta, e con un ferro e cadena al collo, vestito con camisola et ha portato seco un sacco con pane et altre robe, perciò per parte del molto magnifico Signor Podestà di Genova si ordina e comanda a qualsivoglia persona habbi notizia del detto schiavo debba subito senza dilatione alcuna ciò denuntiare, notificandoli che subito le sarà dal detto Gio. Battista Carpano pagato scuti diece d’oro in oro. Data dal palazzo criminale di Genova li 20 di giugno 1605. In fuga da Roma per un accoltellamento di gelosia pochi giorni dopo arriva a Genova Michelangelo Merisi detto Caravaggi...

TUTTA UN'ALTRA STORIA

se il video non si apre cliccare https://youtu.be/mY1S5BSFt8Q La  statua riverniciata di Indro Montanelli è diventata un'icona dell'arte contemporanea. Non valeva niente, adesso fa gola ai collezionisti. Ne sarebbe orgoglioso.  Nel grande torneo mediatico si è parlato poco di Elvira Banotti , l'unica che in televisione ebbe il coraggio di fare le domande giuste, e non eravamo negli Anni Trenta. Donna scomodissima, a destra e a sinistra. Geniale precorritrice di molti temi di "genere" e di battaglie sensatissime e non. Nata ad Asmara nel 1933 e morta nel 2014.   Nel derby sono stati giustamente illustrati i difetti di Montanelli, meno l'ultimo, quello di essere morto e quindi non poter eventualmente ribattere.  Perciò propongo, a chi se ne intende, a chi conosce il giornalismo italiano, a chi studia la storia di questi decenni, di applicarsi ai viventi. Per esempio: Bruno Vespa , di cui comincio io a pubblicare il noto "primo scoop" [per i millenials ...

TORINO SGHEMBA 3

TORINO   S G h e M b    A la città che non è niente di quello che si dice n. 3 Torino differenziata

CRONACHETTE DELL'ALTRO MONDO

CRONACHETTE DELL’ALTRO MONDO Colera Napoli 1973 L’imputato “Cara còzzeca, tu staie inguaiate”, decette’o magistrato, “’o fatt’è chisto, ccà nun te salva manco Giesù Cristo; o l’ergastolo, o fucilata. Qui ci sono le prove, figlia mia... tu hai portato il becillo del colera... La tua presenza è una presenza nera: ’a gente more all’erta mmiez’a via. Che’ dici a tua discolpa?”. “Ecco vedete... affunn’ ’o mare ‘a cozzeca s’errangia”, dicette l’imputata, “e lo sapete... là ssotto, preside, para l’inferno! Chello c’arriva ‘a cozzeca se mangia:                                                                                  si arriva mmerda, arriva dall'esterno!"                                 ...

SGUARDI PENULTIMI

    claudio   canal SGUARDI PENULTIMI dialoghetti       Ho fatto scalo qui, da te. Presso il tuo sguardo amichevole e beffardo. Non c’è prosopopea che tenga. Non c’è scampo. E’ così implacabile e morbido che mi viene da raccontarti una ad una le mie magagne. Fino ai bordi della notte che è in me.   A cominciare da questo furto di identità che ho perpetrato, come sempre si dice, a fin di bene. Un po’ così mi guardava mia madre. A me, maschio recalcitrante. Diceva, in volgar lingua, mostrandomi la mano sagomata giusta, quat dii pi bas [ quattro dita più giù ]. Denudandomi quanto basta per il resto della vita.   Una selva di occhi che stanno sulla frontiera tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Ombre degli uni e degli altri. Ombre di ombre. Ontologicamente instabili, direbbero i filosofi d’università. Sguardi muti e significanti che abitano quei recinti che chiamiamo cimiteri dove...