Si è capito: Omar Hamad e Ibrahim Al-Masry, uno farmacista l'altro scrittore, amano i libri ed hanno pensato bene di raccoglierli in una biblioteca. Si sono infilati nelle case bombardate, nelle università rase al suolo. E come una al-Ankaa/Fenice la biblioteca si è formata. Nel quartiere di Rimal di Gaza City.
Una biblioteca che spunta fra le rovine. Un lavoro taciturno. Uno spiraglio di umanità che si fa strada.
Mahmud Darwish avrebbe forse dedicato ai morti di Gaza (e subito dopo ai vivi) :
E' mite il clima, laggiù?
Varia nella bianca eternità
o rimane uguale in autunno e in inverno?
Basterà un solo libro per passare il tempo nel non-tempo
o avrò bisogno di una biblioteca? E in che lingua si conversa, laggiù.
Dialetto per tutti o arabo classico?
I due amici hanno predisposto un modulo-sottoscrizione, che trova qui
Nel caso, digitare Building the First Library in Gaza After the Genocide


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